Il linguaggio del corpo nel poker

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Per primeggiare nello sport o nei giochi, si sa, è necessaria una buona preparazione atletica o mentale; e spesso bisogna allenare entrambe le facoltà.
Ma spesso ciò che conta ancora di più è la psicologia: che si tratti di calcio, di boxe o del gioco degli scacchi prevedere le mosse dell’avversario e confonderlo con delle finte è una capacità essenziale per vincere.

Questo principio generale che può essere applicato ad ogni attività agonistica è cruciale nel gioco del poker.
Comprendere chi si ha di fronte, stabilire quando ha una mano vincente, quando è incerto sul da farsi, quando bluffa, ecc. è l’unica vera strategia vincente del gioco.

Gary Steele, giornalista e curatore di una rubrica sul poker, sostiene che ci sono aspetti psicologici essenziali da tenere in considerazione in questo gioco: innanzitutto, farsi un idea dello stile di gioco degli avversari; secondo, essere consapevoli della percezione che gli altri giocatori hanno di te.
Al riguardo Steele suggerisce di gettare il fumo negli occhi agli avversari: cambiare spesso modo di fare e reazioni così da non risultare inquadrabili.

Un valido giocatore di poker deve essere prima di tutto un ottimo osservatore.
Il primo passo per intuire cosa hanno in mano gli altri giocatori è studiare attentamente come giocano, quali sono i loro comportamenti tipici quando hanno delle buone carte, quando bluffano, quando gli è capitata una mano pessima e quando sono indecisi sul da farsi.

Naturalmente, bisogna osservare a lungo una data persona per capirla e prevederla commenta David Hayano, professore di antropologia in ritiro che ha analizzato il linguaggio del corpo dei giocatori di poker e autore di “Poker Faces”; un volta che si sia tenuta d’occhio una persona per diverso tempo, possiamo renderci conto di quando sta per fare una data mossa o ha una certa intenzione.

Ad esempio, se uno è loquace e chiacchierone e, mentre solleva le carte, si interrompe bruscamente, balbetta e riprende stentatamente quanto stava dicendo significa che ha un full, una scala o meglio; invece, probabilmente sta bluffando se i suoi movimenti diventano esagerati o ostenta un entusiasmo eccessivo.

Hayano suggerisce se un giocatore si mette a gettare fiche con energia sul tavolo o all’improvviso si mostra spaccone e strafottente è facile che stia mascherando il fatto di avere una mano scadente.

Se un giocatore, non appena viste le carte, butta immediatamente l’occhio alle sue fiche, quasi sempre significa che ha una buona mano e che cerca di stabilire quanto puntare o di quanto alzare la posta.

Questa interpretazione vale anche quando un giocatore che ha uno sguardo annoiato e spento, mentre si appoggia stancamente allo schienale e all’improvviso rizza il busto, solleva testa, socchiude le palpebre e guarda con interesse i compagni.

Alle volte si può osservare un giocatore, in attesa delle mosse avversarie, distogliere deliberatamente lo sguardo dal gioco: in questo caso, è quasi sicuro che abbia una buona mano e che cerchi di non fare niente che possa scoraggiare gli altri a fare le proprie puntate.

Quando i giocatori sono rimasti solo in due può succedere che il primo faccia una puntata e, mentre l’altro decide cosa fare, questi fissi sfrontatamente l’avversario negli occhi: in questo caso, vuol dire che il primo sta cercando di intimorire l’altro e di dissuaderlo dal puntare ancora: molto probabilmente non ha granché in mano.

In taluni casi, uno può appoggiare le fiche sul tavolo e avere le mani che tremano; questo segnale può avere due significati; se lo fa mentre si mostra sicuro di sé, vuol dire che sta bluffando; ma se il tremolio è presente in un giocare che del resto sembra tranquillo, è facile che quest’ultimo abbia un’ottima mano e tradisca in questo modo la sua eccitazione.

Talvolta, specie nei giocatori più inesperti, si osserva che quando uno bluffa tende a portare le mani sul volto, specie sopra la bocca o sul naso, a pizzicarsi la pelle delle guance o sotto il mento e a sudare più copiosamente (sulla fronte, nello spazio tra naso e bocca e soprattutto nelle mani).

Ecco a questo punto una sorta di decalogo dei segnali non verbali che si notano di frequente in chi gioca a poker e che rivelano in genere in quale situazione si trovi.
Naturalmente questi segnali vanno considerato solo indizi e non vanno presi in senso assoluto; diventano significativi quando se ne notano almeno due o tre di ogni categoria.

Alcuni comportamenti fanno capire che il giocatore è in difficoltà o ha una cattiva mano:

– spostare il busto all’indietro
– incrociare le gambe
– tenere la testa china
– ruotare il tronco e allontanarlo dal tavolo da gioco.
– Abbassare anche lievemente le sopracciglia
– Le pupille si restringono
– Tenere le braccia conserte o avvolge il busto con un braccio
– Una mano viene tenuta sul mento e con un dito c si tormenta il labbro inferiore
– Sfregare lentamente gli occhi

Altri segnali fanno trapelare che il giocatore dispone di una buona mano o ritiene di avere buone chance di vincere:

– Portare il busto in avanti
– Tenere la testa leggermente sollevata
– Le mani poggiano o vengono spinte sul tavolo, allargandosi.
– Pupille dilatate
– Gambe divaricate
– Lieve sfregamento dei palmi delle mani

Segni di sicurezza (a torto o a ragione) in se stessi:

– portare il busto indietro e mettere le mani dietro la testa
– Le punte delle dita delle due mani sono premute assieme così da formare una specie di piramide, mentre i gomiti sono appoggiati sul tavolo o in grembo.
– Tenere le mani sui fianchi.

Segni di esitazione e insicurezza:

– stringere i punti
– pizzicare il collo, sfregare zigomi o dietro le orecchie.
– Grattarsi la nuca o sopra la testa
– Tirare la pelle che copre il pomo d’adamo.

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