Se ci accorgiamo di qualcosa che l’altro tradisce con il corpo, va rivelato?

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Mostrarsi particolarmente sensibili alle esigenze e alle preferenze altrui che non vengono espresse talvolta può tornare utile, ma in qualche caso é proprio sconsigliabile.

In certe culture, come quella giapponese, la manifestazione pubblica delle emozioni viene fortemente disapprovata; nelle nostra siamo un po’ più morbidi al riguardo, ma, quando interagiamo con degli sconosciuti vige la regola implicita di soffocare o moderare sia i sentimenti positivi sia quelli negativi.

Naturalmente, a meno di non avere un auto controllo assoluto, qualcosa ci sfugge quasi sempre; meno male allora che di norma gli altri condividano le stesse prescrizioni e quando accade che degli indizi non verbali ci tradiscano, facciano il più delle volte finta di niente.

In ogni caso, buona parte dei messaggi involontari trapelano non tanto dal discorso o dall’atteggiamento del volto, quanto proprio da segnali non verbali: il tono di voce, autocontatti e altre modificazioni spesso appena percettibili: si tratta cioè di segni che in linea di massima passano inosservati o a cui non viene dato peso.

Eppure individui particolarmente accorti o chi ha una preparazione specifica non può non coglierli. Cosa fare in quel caso, rivelarlo o no? Potremmo rispondere che dipende dalle circostanze.

Ci sono situazioni in cui sfoderare, con tatto, un buon fiuto interpersonale paga: ad esempio, se siamo al ristorante e scorriamo con un occhio la lista dei dessert e con l’altro la linea, accetteremmo di buon grado l’intervento provvidenziale di un cameriere che colta la nostra incertezza, commenti “abbiamo un dolce alla frutta squisito ed estremamente leggero”.

Poniamo ora il caso di moglie e marito che vadano in un’agenzia viaggi per decidere dove andare e non abbiano idee sulla destinazione; se l’addetto nota che lei spalanca gli occhi, inclina il busto e muove le labbra come per aggiustarsi il rossetto (tutti segni di gradimento) di fronte alle foto delle Mauritius, può fare un grandissimo favore a lei, suggerendo al marito che la farebbe molto felice scegliendo quella meta.

Rivelare qualcosa che si è colto osservando il comportamento non verbale, può essere molto utile ad un uomo per fare colpo su una donna; una delle cose di cui molte rappresentanti del gentil sesso si lamentano è il fatto che il partner non capisca “al volo” i loro pensieri o i loro desideri.
Così, chi si mostri particolarmente attento a quello che una donna esprime senza dirlo, può guadagnare parecchi punti ai suoi occhi.

In una ricerca condotta dagli psicologi Ereni Markos e Nancy Puccinelli è emerso che il servizio di chi lavora con il pubblico come commesso o impiegato e mostra di essere sensibile a gusti e preferenze inespresse del cliente viene particolarmente apprezzato da quest’ultimo.

Numerose indagini hanno messo in luce inoltre che un’abilità analoga a “leggere fra le righe” viene giudicata molto favorevolmente se a esibirla è il proprio medico curante.

Ci sono circostanze in cui è invece meglio tacere le proprie “scoperte”: ad esempio, se nel corso di una negoziazione, si dovesse osservare il disappunto della controparte, è più conveniente passare questa percezione sotto silenzio; lì è preferibile mantenere, almeno formalmente, un clima di cordialità.

Anche quando ciò che rileviamo è un indizio di qualcosa che l’altro ci nasconde, è meglio fare gli gnorri; altrimenti, allarmeremmo l’altro che si metterebbe sulle difensive e starebbe ben attento a non lasciarsi scappare ulteriori informazioni.

Nancy Puccinelli e Linda Tickle-Degnen hanno appena pubblicato uno studio sul fatto se sia o meno opportuno far intendere agli altri che si è stati in grado di afferrare sentimenti nascosti; sulla base delle loro analisi, gli autori mettono in guardia dal farlo con individui che abbiano poca stima di sé, siano suscettibili, ansiosi e pessimisti.
Se questi ultimi si sentono scoperti, si sentono a disagio e provano il desiderio di interrompere un’interazione così imbarazzante.
Probabilmente, questo fastidio è dovuto non tanto al fatto che qualcun altro possa “snidare” la loro inadeguatezza, quanto alla vergogna che questa possa essere stata messa a nudo; oppure, può essere perché queste persone tendono a mentire anche a sé stesse e venire smascherate le portaad una sgradevole presa di coscienza.

* Gli studi citati sono:
1) Markos E, Puccinelli NM: (2004) Nonverbal decoding and effective customer service. Paper presented at the Society for Consumer Psychology, Winter Conference, San Francisco, CA
2) Puccinelli MP, Tickle-Degne L: Knowing too much about others: moderators of the relationship between eavesdropping and rapport in social interaction, J of nonverb Behav, Vol. 28, n. 4, Winter 2004; pag 223-243.

Per approfondire l’argomento:

Marco Pacori:
I Segreti del
Linguaggio del Corpo

ed. Sperling&Kupfer,
ottobre 2010
Marco Pacori:
Il Linguaggio del
Corpo in Amore

ed.Sperling&Kupfer,
ottobre 2011
Marco Pacori:
Il linguaggio segreto
della Menzogna

ed.Sperling&Kupfer,
ottobre 2012

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