Un’impressione che lascia il segno: la prima impressione e il linguaggio del corpo

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Capita che vediamo una persona e, senza che questa spiccichi parola, ci sta immediatamente simpatica o antipatica; oppure troviamo che ha qualcosa che “non ci convince”: questo effetto è chiamato “prima impressione”.

La prima impressione è una sorta polaroid che è in grado di catturare importanti elementi di chi abbiamo di fronte in modo spesso preciso e accurato.

Questo giudizio può essere formulato anche sulla base di una sola occhiata e in tempi brevissimi; inoltre, accade in modo automatico: che se ne sia consapevoli o meno siamo influenzati dall’abbigliamento, dai tratti del volto, dalle forme del corpo e dalla postura di chi osserviamo.

L’aspetto fisico è sicuramente una delle cose che ci colpiscono per prime; si è scoperto ad esempio che candidati attraenti per un lavoro o per un esame vengono ritenuti più qualificati di pretendenti meno avvenenti.

Se in questo caso, la valutazione è sicuramente storpiata dai nostri preconcetti (“ciò che è bello è anche buono”), in molte altri situazioni si dimostra valida e oculata.
In un esperimento sono stati mostrati ad un gruppo di persone comuni 20 a 32 secondi di un’intervista ad un candidato per un lavoro.
Ai partecipanti veniva poi chiesto di giudicare la cordialità e la sicurezza di sé delle persone filmate.
Sorprendentemente le loro valutazioni era quasi altrettanto mirate e veritiere di quelle di degli esperti che avevano conversato per 20 minuti con gli stessi candidati.

Questo fenomeno avviene perché il cervello, attraverso un processo detto olistico (cioè di stima globale) riesce a trarre una sintesi basandosi su dettagli sottili; come un certo tono di voce, l’orologio che l’altro porta al polso, il modo di dare la mano oppure da una data posa delle spalle.

Uno studio messo a punto dagli psicologi Squier e Mew ¹ e pubblicato su “ British Journal of Social Pyschology ”ha inteso esaminare se la struttura facciale di una persona possa essere un indicatore della sua personalità.

Per il loro esame questi studiosi hanno utilizzato un set di foto di individui con volti allungati e spigolosi e un altro gruppo di ritratti di persone con una testa corta e squadrata.

Le fotografie di questi soggetti sono state mostrate ad un gruppo di partecipanti.
Bene, il risultato ha dato prova che chi aveva la faccia allungata è stato trovato più reattivo, determinato e genuino rispetto a chi possedeva il volto corto; questi ultimi, per contro, venivano ritenuti più controllati, conformisti e sagaci.

Altri studi hanno messo in luce che determinati tratti della parte superiore o inferiore del volto (l’inclinazione degli occhi, la curvatura della bocca, e l’altezza della fronte) suggeriscono una certa idea del carattere di possiede queste caratteristiche

Ulteriori studi hanno investigato sull’importanza della forma fisica sull’impatto che abbiamo quando vediamo qualcuno: queste indagini hanno ad esempio provato che un eccessivo sovrappeso o un’estrema magrezza incidono in modo pesante nei colloqui di assunzione; in particolare, i pregiudizi sono particolarmente forti e negative per gli obesi: questi ultimi sono visti come responsabili della loro condizione, dalla volontà debole, inaffidabili e incompetenti.

Per questo motivo, si è scoperto, spesso chi è troppo grasso viene impiegato in lavori umili e in cui c’è poca possibilità di fare carriera; questo proprio perché vengono ritenuti poco svegli, scarsamente efficienti e di poca iniziativa.
Questi stereotipi valgono soprattutto per le donne obese.

Laura Mast ¹ del Missouri Western State College ha sviluppato questi studi, verificando quale era l’impatto della combinazione di determinate fattezze del corpo e taglie del corpo.

Sulla base di quest’analisi, la Mast ha scoperto che il volto comunica molto più sulla personalità rispetto al corpo.

Gli esiti delle sue indagini sono stati decisamente interessanti.
Ad esempio, la psicologa ha accertato che un maschio con una faccia ampia e un corpo sottile viene considerato, rispetto ad altre combinazioni, in modo positivo.
Un volto sottile con un corpo sia grasso o magro genera invece i giudizi più negativi; tuttavia, se un uomo possiede un volto largo ed é anche corpulento viene giudicato complessivamente positivo.
Le foto delle donne ritratte trovavano giudizi opposti a quelli degli uomini: le donne con il volto sottile veniva giudicate le più positive, indipendentemente dalla stazza del corpo.
Se una donna aveva un volto largo veniva in generale giudicata negativamente, ma meno se la sua silhouette era sottile.
Quando la ricercatrice ha voluto stabilire l’attrazione dei soggetti ritratti, ha scoperto che i corpi larghi venivano trovati più piacevoli dei corpi sottili.
Riguardo alla personalità, gli uomini con facce ampie e corpi sottili sono stati giudicati i più generosi.

Articoli citati:

¹Squier, R. W., & Mew, J. R. C. (1981). “The relationship between facial structure and personality characteristics”. British Journal of Social Pyschology, 20, 151-160
²Laura A. Mast (Missouri Western State College); December 5, 1996: Impression Formation;: Do Facial Features or Body Types have a Greater Influence on First Impressions?

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