Se ti vuole, si vede (e bene)

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Essere orientati l'uno verso l'altra é un forte segnale di intesa

Quando ci sono di mezzo i sentimenti, i gesti contano più delle parole. Dalla percentuale di corpo da “scoprire” alla durata esatta di certi sguardi, uno studioso [Marco Pacori, n.d.r] ha raccolto tutti i gesti per dimostrare che sedurre è un gioco da ragazzi. Anzi, da ragazze

Per far scattare la giusta intesa è meglio il brivido di un volo in deltaplano che una cena
romantica. E poi » altro che gioielli! – all’inizio di una relazione un mazzo di fiori colpisce
molto di più (ma. quando le cose si fanno serie, non più.- sarà tutta un’altra storia). Se, invece, vi state chiedendo che cosa lui guardi subito in voi. dimenticate (per il momento) le gambe o il decolleté: quello che conta è il viso e, se lui dovesse dimostrarsi “interessato”, probabilmente si toccherà la parte posteriore del collo.
Stavolta a parlare non sono fantomatici sondaggi o i risultati di qualche questionario online, ma è la scienza.
Statistiche, studi, osservazioni sul campo si sono concentrati sulle ragioni e le manifestazioni dell’attrazione.

E l’esperto di comunicazione Marco Pacori le ha analizzate e raccolte in un libro: “Il Linguaggio del Corpo in Amore” (Sperling&Kupfer); “é un manuale per capire che cosa prova chi abbiamo di fronte“, spiega, ma anche un modo per entrare in contatto con le emozioni più profonde, visto che la maggior parte delle persone non ha imparato come dare ascolto all’intuito e al linguaggio del corpo in una società come la nostra basata sulla parola.

Una lezione simile a quella che insegna il personaggio interpretato da Ryan Gosling in Crazy, stupid, love e che, con l’occasione dell’uscita del film nelle sale, abbiamo deciso di ripassare insieme a un esperto.

Perché ci piace? Chiedete all’antropologo

Che cosa avrò mai trovato in quello li?” Se ve lo siete chiesto almeno una volta. è anche probabile che il soggetto in questione presentasse mascelle forti, zigomi alti o sopracciglia basse, cioè i tratti maschili più caratteristici.
Saremo anche arrivati al ventunesimo secolo. ma a muovere [e nostre pulsioni sono pur sempre quegli istinti “primitivi” che mirano a portare avanti la specie: cerchiamo il maschio che in faccia ha scritto di essere sano e virile.
Anche la simmetria delle due metà del corpo – sintomo di buona salute – ha molta importanza e sembra che il genere femminile la percepisca inconsapevolmente quando seleziona un possibile partner.

Anche per gli uomini vale lo stesso discorso: motivazioni ancestrali li inducono a preferire ragazze curvilinee perché rivelano maggior femminilità e di conseguenza, fertilità.
E questo lo sapevamo … tuttavia. il primo dettaglio su cui si soffermano è, a sorpresa: il volto! No, non sono loro a dirlo, ma lo ha rilevato un esperimento dei ricercatori americani del Kinsey lnstitute, in Indiana. ll viso femminile che ispira di più è quello che segnala una maggior presenza di ormoni femminili: naso e mento piccoli. occhi grandi. labbra carnose e guance piene (gli estrogeni condizionano anche la crescita delle ossa facciali); tuttavia, è assodato che per i rappresentanti del sesso forte l’aspetto fisico delle compagne conti, mentre le donne tengono meno in considerazione il corpo maschile.

Una consolazione. pero, arriva dall’indagine degli antropologi Thomas Carrie e Anthony Little, secondo cui la bellezza gioca un ruolo determinante solo nelle avventure brevi. Quando la storia si fa seria, i requisiti cambiano.

Christie Boxer. dell’università dell’Iowa, ha rilevato che le ragioni per cui si sceglie il proprio partner sono molto cambiate; negli Anni 70 il desiderio di diventare padre era al decimo posto nella hit parade delle caratteristiche considerate ideali dalle donne, mentre ora è al quarto. «Rispetto ad allora più donne lavorano e il valore economico dei loro compagni si è ridimensionato”. Quindi !”l’aspetto di accudimento dei figli è passato in primo piano». dice Marco Pacori.
Insomma. se bisogna vivere con un uomo. che sia almeno un buon papà.

L’arte di scatenare la passione
Superata la prima impressione, bisogna passare all’azione E allora è un po‘ come imparare a riconoscere i cartelli stradali: individuare i gesti dell’attrazione permette di sapere se fermarsi o andare avanti. “Le donne sono più brave degli uomini a usare e comprendere sia le parole sia il linguaggio non verbale, a meno che non soffrano di insicurezza e lancino, anche non volendo, segnali contraddittoricontinua Pacori.

Sono abili a fare in modo che l’altro si avvicini, anche quando sembra che sia stato lui a “fare ii primo passo”. Per esempio, l’americana Patricia Allen, autrice di un libro dal titolo Getting to “I DO” (traducibile con “Come arrivare al “Sì, lo voglio”) fa l’esempio di una tipica astuzia femminile: fissare un uomo per cinque secondi per fargli capire che si è interessate. In fondo, con i maschi non bisogna mai essere troppo sofisticate…
Tuttavia, le ricerche dimostrano che le seduttrici e i grandi seduttori non sono necessariamente belli, ma sono bravissimi a legare i segnali dell’attrazione. “Regola dei cinque secondi” a parte, le ragazze si mettono in mostra camminando impettite, sedendo con i gomiti poggiati sulle ginocchia, stiracchiandosi e scoprendosi un po’.

Al riguardo, un gruppo di psicologi statunitensi ha calcolato che la percentuale di corpo da mettere a nudo – tra top scollati e minigonne – per creare il giusto effetto (senza sconfinare nella volgarità) non deve superare il 40 per cento.

Meno studiati, invece, sono i segnali dell’uomo “a caccia”: un braccio appoggiato sulla sedia affianco o una mano che inizia a massaggiarsi la nuca.
Pacori, però. avverte che esistono anche situazioni e gesti meno ortodossi. Un esempio? Scatenare volontariamente un litigio o vivere insieme un’esperienza emozionante mettono in circolo l’adrenalina. «Le sensazioni provate facendo rafting o in un parco divertimenti si trasferiscono sull’eccitazione e possono funzionare da collante, cosi come la paura e l’ansia condivise in momenti particolari” dice.
Altro trucco per destare interesse nell’altro: farsi vedere spesso. quasi casualmente. nei luoghi che frequenta. diventare “volti noti”. Studi effettuati da diversi psicologi, infatti, hanno verificato che l visi familiari risultano più attraenti.

La chimica dell’amore

Per sapere se la conquista è andata a buon fine, basta fare attenzione al tono della voce Quando due persone hanno stabilito il giusto feeling, le frasi vengono pronunciate in modo sommesso.
Pacori, citando l’antropologo David Givens, la definisce una “carezza vocale,ma presto arriva la fase in cui l’uomo “si esibisce, facendo regali”. La spiegazione scientifica è che, in tutte le specie animali. i maschi mostrano cosi la loro abilità nel procacciare le risorse, ma gli esseri umani non sembrano cavarsela benissimo.

L’errore più comune è regalare un oggetto troppo costoso agli inizi di una relazione“, dice Pacori. “Un gioiello valore. per esempio. può non essere particolarmente apprezzato e interpretato come una volontà di possesso”. Ma c’è qualcosa con cui non si sbaglia mai? «l fiori, che sono dei “superstimoli”- esistono degli studi che provano come mettano sempre di buonumore chi li riceve, colpendo più canali sensoriali, dall’all’olfatto alla vista»,
continua l’esperto.

Quando arriva il contatto fisico. si scatena una tempesta ormonale che stordisce a colpi di dopamina (molecola del piacere), serotonina (sostanza che dà buonumore) e feniletilamina (una specie di anfetamina naturale: ci rende elettrici, insonni e inappetenti. ma solo all’inizio dell’innamoramento). Ed è stato scoperto che, in certi casi, si attivano le fibre C, particolari tessuti nervosi che influenzano l’area cerebrale che elabora le emozioni; succede quando si viene sfiorati in zone del corpo come il collo o l’incavo del gomito.
Il bacio, invece,è davvero “un antistress”: òssitocina aumenta e il cortisolo, l’ormone dello stress, diminuisce”.
Dopo tante attese e strategie, un po‘ di relax ci voleva proprio.

Chiara Brusa Gallina (Grazia, 10 ottobre 2011, pag. 129-131 – intervista a Marco Pacori)

Per approfondire l’argomento:

Marco Pacori: Il Linguaggio del
Corpo in Amore

ed. Sperling&Kupfer,
ottobre 2011