Se dici una bugia, ti becco subito

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Le bugie svelate dai gesti

Ho fatto tardi per colpa del traffico, il cellulare non prendeva, ti telefono io, stasera ho una noiosissima riunione con il capo, certo che mi ricordo che giorno è oggi… Qual è la bugia che dici più spesso?
E non cercare di fare il furbo proclamando la tua assoluta sincerità, nessuno ti crederebbe. Più di uno studio, infatti, ha messo in evidenza che si dicono più o meno tre bugie al giorno, che vuol dire oltre mille all’anno!

Mentire è un vero vizio ed è una delle abitudini più diffuse al mondo, in tutte le cultureracconta Marco Pacori, psicologo di Gorizia e autore del libro “Il Linguaggio della Menzogna” (Sperling & Kupfer).
“Il più delle volte lo si fa per migliorare la propria immagine, per ottenere affetto, essere maggiormente rispettati, ma anche per proteggere qualcuno che ci sta particolarmente a cuore“. In altre parole, si esagera sui titoli di studio o sui viaggi fatti, ci si vanta di avere conoscenze importanti, non si dice qualcosa di sgradevole successo a una persona cara per non metterla in cattiva luce. Ma si nascondono anche cose più serie e dolorose.

Sì possono raggruppare in 3 categorie

1) Le bugie autentiche o spudorate sono quelle “che comunicano una cosa totalmente diversa dalla verità“. E spudorato nel mentire, per esempio, chi racconta alla fidanzata di aver giocato a poker tutta la notte e invece è uscito con un’altra, o chi afferma di aver studiato e invece ha passato la giornata tra Facebook e la PlayStation.
2) Le esagerazioni «”sono invece menzogne in cui i fatti vengono esaltati o minimizzatiIn questo caso non c’è nulla di inventato, ma si amplifica (o si banalizza) qualcosa che si prova o che è successo”. È esagerato chi fa finta di essere più ammalato di quello che è realmente per attirare l’attenzione e le cure degli altri, ma anche chi, in ufficio, minimizza le sue lacune o inesperienze
3) Le menzogne subdole si esprimono non rispondendo a una domanda diretta, rimanendo nel vago, in pratica non dicendo niente».

Bisogna lavorare di fantasia e avere tanta memoria

Inventarsi che si è andati a cena con Adriana Lima non è così semplice. Bisogna costruire una storia estremamente dettagliata che regga alle innocue domande che il giorno dopo qualcuno può fare: in quale ristorante si è andati, cosa si è mangiato e bevuto, di che cosa si è parlato eccetera. “La bugia prima di tutto deve risultare verosimile, poi bisogna ricordarsela per non cadere in contraddizione e, soprattutto, bisogna fare attenzione a non tradirsi quando la si racconta perché il tono della voce, lo sguardo, i gesti e la postura possono dare adito a sospettisottolinea Pacori. Ma mantenere la calma, fingere di essere a proprio agio mentre si sta raccontando la frottola del secolo non è facile. “E il corpo, messo sotto pressione, rilascia tutta una serie di indizi“.

Testa e collo tradiscono l’ansia e la paura

Chi mente prova tre tipi di emozioni: ansia, paura e sensi di colpa. Emozioni che si manifestano con gesti prodotti nella parte alta del corpo, cioè testa e collospiega Marco Pacori.
– Boccheggiare: l’agitazione che si prova nel dire una bugia può dare l’impressione di non riuscire più a respirare e la mancanza d’aria fa aprire la bocca ripetutamente per prendere fiato.
– Schiarirsi la voce o dare ogni tanto dei colpi di tosse può ugualmente sottolineare la falsità di quello che si sta dicendo, ma la voce può diventare anche più flebile o un po’ stridula perché l’imbarazzo irrigidisce lo corde vocali e chiude la gola.
– Muovere la bocca: comprimere le labbra e tenderle verso l’esterno, mordicchiarsi il labbro inferiore, passare la lingua da un lato all’altro della bocca o sulle labbra sono chiari segnali di tensione.
– Difficoltà a deglutire o farlo in continuazione testimoniano agitazione e in questi casi è facile che anche un semplice sorso d’acqua vada di traverso a causa della rigidità, dovuta all’ansia, delle vie aeree superiori.
Tic: contrazioni involontarie che di solito si manifestano solo su un lato del volto e possono coinvolgere un sopracciglio, un angolo delle labbra, una palpebra.

Quei particolari che destano sospetti

Raccontare una bugia necessita di un maggiore sforzo mentale che non dire la verità: inventarsi qualcosa di totalmente falso richiede grande concentrazione e attenzione, cosa che non accade se si vogliono solo nascondere dei fattispiega Pacori.
E anche questo sforzo non può passare del tutto inosservato. Sviare il discorso: chi mente, anche se ha preparato accuratamente ciò che deve dire, cerca di rimanere sul vago, di non dare troppi particolari in modo da non rischiare di cadere in contraddizione o di dare il via a ulteriori domande o precisazioni su quello che ha detto.
– Esitazioni verbali: ripetere le stesse parole (bene, bene.., ecco, ecco.., sì, insomma, sì…), pause troppo lunghe prima di iniziare a parlare o tra una frase e l’altra e un’articolazione delle parole troppo lenta possono rivelare che l’interessato sta prendendo tempo per paura di contraddirsi, cerca tempo per meditare bene la risposta da dare.
Ma anche la faccia manda dei precisi segnali. Nella pagina iniziale di questo servizio ti spieghiamo come si comportano gli occhi, le sopracciglia e la bocca mentre si sta raccontando una cosa non vera.

E il corpo in tutto questo cosa fa? Si immobilizza!

Il vero mentitore non gesticola, non fa ballare una gamba, non tamburella con le dita sul tavolo, non si gratta la testa, rimane perfettamente immobileconclude il dottor Marco Pacori. “Si sforza in tutti i modi di mantenere la compostezza perché da un lato non vuole esprimere il suo nervosismo, dall’altro, stando fermo, riesce a concentrarsi di più e meglio su quello che deve dire o non dire“.

IL TRADIMENTO LA BUGIA PIÙ DOLOROSA

Le menzogne legate all’infedeltà sono le più difficili da digerire, anche se sono diffusissimedice Pacori. “Gli uomini tradiscono di più (circa il 45%), ma anche le donne non scherzano (più o meno il 35%)”.
E, a parte i segnali del corpo, ci sono altre cose che destano sospetto… Indizi fisici: profumi insoliti, capelli sconosciuti sui maglioni, abiti spiegazzati, bottoni infilati nell’asola sbagliata, cintura messa al contrario, sparizione di alcuni capi di abbigliamento, ricevute di ristoranti non dichiarati, ticket dell’autostrada con un chilometraggio troppo alto rispetto agli spostamenti che il partner sostiene di avere fatto.
– Indizi comportamentali: portare il cellulare sempre con sé, anche in bagno, controllarlo in continuazione e tenere la suoneria abbassata; cambiare il tipo di abbigliamento, curare di più il proprio aspetto e manifestare un’improvvisa passione per lo sport o per la dieta, assentarsi sempre più spesso.
– Indizi sentimentali: indifferenza e insofferenza nei confronti del partner, diminuzione dell’attività sessuale e del dialogo fino ad arrivare alla loro scomparsa.

E tutta questione di carattere

La tendenza a mentire, o comunque la maggiore o minore difficoltà a farlo, dipendono anche dalla personalità. Ecco le più estreme e particolari.
IL MANIPOLATORE: la sua specialità è di cambiare le carte in tavola per far sentire in colpa la persona alla quale ha mentito. L’esempio classico è quello del marito che, colto in flagrante adulterio, incolpa del tradimento la moglie. È stata lei, trascurandolo e trascurando se stessa, a spingerlo nelle braccia di un’altra.
IL MACCHIAVELLICO: e un vero stratega e non si fa il minimo scrupolo pur di raggiungere lo scopo desiderato. Come lo si riconosce? Di solito è una persona dominante, rilassata, sicura di sé, intelligente, istrionica e, quindi, anche molto popolare.
IL MITOMANE: è specializzato nell’esagerare i suoi racconti, un giorno salva un bambino che stava per finire sotto un autobus, un altro dice di aver conosciuto un personaggio famoso oppure di avere una malattia rara. Pur di impressionare gli altri è pronto a tutto. Non ha bisogno di pianificare, mente automaticamente. E racconta così tante bugie che viene smascherato facilmente, anche perché si contraddice in continuazione.
IL NARCISISTA: essendo pieno di sé ha bisogno di essere lodato in continuazione e di essere sempre al centro dell’attenzione. Non ha scrupoli nell’inventarsi prodezze inesistenti pur di essere apprezzato. Usa gli altri e non si preoccupa minimamente di calpestare i loro bisogni. Da che cosa lo si individua? Soprattutto dal suo atteggiamento borioso e da una postura esageratamente eretta.

LE BUGIE PREFERITE DA LUI

Fa il galletto, finge di essere un grande amatore, di avere più esperienze sessuali di quelle che in realtà ha avuto, moltiplica per due, o anche per tre, il numero di donne con cui è stato. Mente sulla sua posizione lavorativa o sociale per dare L maggiormente l’impressione (soprattutto durante il corteggiamento) di essere stabile e affidabile, in grado di mantenere una famiglia. In questa fase ama anche fare regali sfarzosi, al di sopra delle sue possibilità, per avvalorare la sua bugia. Compra abiti, accessori (ma anche automobili), che in realtà non potrebbe permettersi. Lo fa per apparire più benestante di quanto è, sapendo benissimo che sono simboli di una classe sociale superiore alla sua.

LE BUGIE PREFERITE DI LEI

Dice che mangia poco e sano, ma … Il campo dell’alimentazione per lei è un vero e proprio terreno minato. Si lamenta di non riuscire a dimagrire, ma di nascosto si abbuffa di cioccolato, biscotti e patatine fritte.

Per approfondire

Finge di essere una santarellina perché, a differenza dell’uomo, preferisce dare un’immagine casta di sé, quindi minimizza il numero dei partner precedenti e si fa vedere meno esperta (sessualmente parlando)
di quello che è. Bara sulle cifre che spende per abiti, scarpe e prodotti di bellezza per evitare che il suo compagno si arrabbi. Spesso, se indossa un vestito nuovo e lui le chiede se l’ha appena comprato, nega spudoratamente, dice che è di almeno tre anni prima …

Elisabetta Sampietro, FOR MEN, n. 125 luglio 2013, pag. 106-109