Intelligenza corporea: la mano preferita influenza i giudizi

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La lateralizzazione influenza le scelte

La lateralizzazione influenza le scelte

Alzarsi con il piede sinistro“, “entrare in un luogo sinistro” e “fare un sinistro stradale“… tutti modi di dire che evidenziano come la sinistra sia percepita come qualcosa di inquietante o di negativo.

Per contro, la destra suscita associazioni positive: si parla, ad esempio, di destrezza per intendere abilità e competenza o di destreggiarsi in qualcosa per indicare la capacità di arrangiarsi o, ancora, di essere destro di mano per riferirsi a qualcuno che si considera svelto e capace.

In molte culture, il lato destro ha connotazioni positive e “giuste” e il lato sinistro viene fatto equivalere a ciò che é sporco, cattivo, o corrotto. Secondo la Bibbia di Re Giacomo,”Il cuore del saggio è alla sua destra; ma il cuore dello stolto è alla sua sinistra “(Ecclesiaste 10:02). In modo analogo, la legge islamica suggerisce che musulmani dovrebbero usare la mano destra per mangiare e bere perché solo Satana usa la sinistra.

Con queste premesse, non sorprende che il mancinismo sia stato bollato come un difetto o un handicap; tanto che nelle società relativamente “moderne”, i mancini storicamente sono stati (e in alcuni luoghi sono tuttora) costretti sin dall’infanzia a usare la mano destra per i compiti che avrebbero naturalmente eseguito con la sinistra, come mangiare o scrivere.

Per verificare quanto questi preconcetti possano influenzarci, Daniel Casasanto, docente di psicologia presso l’Università di Chicago, ha esaminato l’impatto emotivo delle parole scritte al computer con il lato destro o sinistro della tastiera: l’esito del suo studio é stato chiamato effetto QWERTY, dal nome la tastiera standard americano; in sostanza, é emerso che i termini digitati con buona parte delle lettere posizionate sul “versante” destro della tastiera (come y, u, i, o, p, m, n, j, k, l) tendono ad essere essere visti come più positivi; mentre le parole con lettere che si trovano nel lato sinistro (come z, x, c, v, b, a, s, d ed f) tendono ad essere percepite come più negative.

Ovviamente, associazioni di questo tipo valgono per quel 90% della popolazione che é destrimane. Chi é mancino, però, la pensa allo stesso modo? Se lo é chiesto nuovamente Colasanto, pubblicando gli esiti delle sue indagini sulla rivista “Current Directions in Psychological Science”.

Per accertarsene, lo studioso ha condotto cinque esperimenti. Nel primo, che ha coinvolto 219 mancini e 191 destrimani. Ai partecipanti veniva dato un foglio con due riquadri (uno a destra e uno a sinistra, oppure uno sopra e uno sotto), chiedendo loro di disegnare un animale buono e un animale cattivo, collocandoli dove preferivano. L’analisi dei risultati ha dimostrato che quando i riguadri si trovavano sulla stessa linea, la maggioranza dei mancini (il 74%) scarabocchiava la figura buona a sinistra e la cattiva a destra; il contrario faceva buona parte dei destrimani (il 67%).
Quando si trattava di scegliere dove inserire l’animale buono e quello cattivo e i riquadri erano verticali, i due “estremisti” si trovano d’accordo: l’89% dei mancini e l’83% dei destrimani metteva il primo nel box in alto e l’altro in quello in basso.

Il secondo studio replicava il precedente esperimento con l’unica differenza che consentiva di stabilire che i volontari non avevano consapevolezza che la loro “lateralità” potesse incidere sulle loro scelte. L’intervista condotta dopo l’esperimento ha dato prova che tutti i soggetti (meno uno) erano del tutto all’oscuro di questa coincidenza. Il successivo esperimento aveva lo scopo di verificare se il posizionamento degli animali dipendesse dal fatto di usare fisicamente la mano per disegnarli; per questo motivo, i partecipanti venivano invitati a dire semplicemente a parole dove avrebbero collocato l’uno e l’altro animale. L’esito é stato in linea con quello del primo studio, dando prova che non é necessaria la manualità per condizionare le preferenze spaziali.

L’esperimento che seguiva aveva lo scopo di verificare se qualcosa che si trovasse sul lato destro o sinistro fosse percepito come più positivo o negativo: per farlo, l’autore ha reclutato 286 volontari: circa metà erano mancini e gli altri erano destrimani. Il loro compito era attribuire delle caretteristiche personali (intelligenza, attrattiva, onestà e felicità) a dei personaggi dei cartoni animati disposti sul lato destro o sinistro di un foglio.

L’esame dei risultati, ha dato prova che anche in questo caso la maggioranza dei mancini (65%) trovano più “svegli”, “carini”, retti e felici i personaggi che si trovavano a sinistra. Il contrario, avveniva per i destrimani, seppure in maniera meno marcata (il 54%).

L’ultimo esperimento, ha replicato quanto emerso nello studio precedente: solo che invece di personaggi dei cartoni, qui i volontari dovevano giudicare dei candidati per un lavoro oppure dei prodotti di largo consumo pubblicicizzati su pagine di giornali. Per verificare l’effetto della lateralizzazione, i curriculum dei candidati erano posti su un lato di un foglio o su quello opposto; lo stesso venivano fatto con i prodotti reclamizzati.

Pure in questo caso, il risultato ha messo in luce che i mancini tendevano a ritenere più “papabili” i candidati le cui descrizioni si trovavano sul lato sinistro del foglio e più interessanti i prodotti che venivano raffigurati sullo stesso lato della pagina pubblicitaria; un trend analogo lo mostravano i destrimani.

Per approfondire

Nell’insieme, i 5 esperimenti mettevano in risalto che la tendenza a giudicare buono e positivo ciò che si trova spazialmente dalla stessa parte della mano preferita é real ed é più pronunciato per i mancini che per chi usa soprattutto la destra.

L’implicazione pratica di questo studio é che se dobbiamo sottoporre al partner la scelta del luogo delle vacanze; proporre al nostro cliente un prodotto o chiedere a qualcuno di firmare una petizione, avremo più chance che accondiscenda se gli presentiamo depliant, prodotto o foglio sullo stesso lato della mano che usa per afferrare le cose o per scrivere.