Intelligenza corporea: discutere in piedi stimola l’estro creativo

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Parlare in piedi rende più creativi

Parlare in piedi rende più creativi

Negli anni ’60, circa la metà dei posti di lavoro richiedeva un minino di attività fisica; le cose oggi sono radicalmente cambiate, tanto che solo il 20% delle occupazioni necessità che ci si sposti dalla sedia; per lo più, infatti, i lavoratori possono svolgere le diverse mansioni ben incollati alla propria postazione.

Ancora negli ’80 c’era bisogno di fare qualche passo fino alla fotocopiatrice; la maggior parte dei memo era scritto su fogli; per cui ci si doveva spostare fino lla cassetta delle corrispondenze per prenderli; inoltre, le riunioni comportavano il fatto che ci si accomodasse in una sala studiata apposta per i meeting.

Attualmente, quasi tutto viene fatto in via telematica: basta mandare un file via email, le comunicazioni avvengono con dei messager o via telefonino e le riunioni si possono fare on line o via skype.

Oltre, ad aggravare “magagne” sul piano fisico (legamenti più rigidi, rischio di infiammazioni o ipertrofia alla prostata per gli uomini, riduzione del metabolismo, ecc.), questa “oziosità” sul lavoro riduce gli scambi reali tra le persone e rende perfino mentalmente pigri.

Ma le conseguenze non é solo queste: secondo una nuovo studio degli psicologi Andrew Knight e Markus Baer, ricercatori alla Washington University di St. Louis, se nelle riunioni aziendali si resta “appollaiati” su sedie e poltroncine si “soffocano” anche le facoltà creative; mentre se lo scambio avviene in piedi le idee fervono e la cooperazione aumenta.

il loro studio, é partito dal filone di ricerca, noto come “Intelligenza Corporea“, che ha dato luogo ad un proliferare di studi, specie nell’ultimo decennio: dimostrando come manipolando le posture, i sensi o il movimento si possa influenzare il pensiero, gli atteggiamenti e la motivazione.

Per altro, uno studio affine pubblicato su Medical News Today ha messo in luce come camminare mentre si ci si spreme le meningi alla ricerca di nuove soluzioni renda più estrosi e produttivi: in questa indagine, é così, emerso che chi “scorazzava” rispetto a chi se ne stava “in panciolle”, riportava un incremento di oltre il 60% delle proposte originali.

Per accertare se l’iposi che la postura eretta stimolasse l’inventiva, gli studiosi citati hanno coinvolto 214 partecipanti, invitandolo a lavorare in team per 30 minuti; lo scopo dichiarato era creare e registrare un video che invogliasse a proseguire gli studi, iscrivendosi all’università. Le “allegre brigate” hanno lavorato in una sala dotata di sedie disposte attorno ad un tavolo oppure in una stanza senza posti a sedere.

La performance è stata valutata in numerosi modi. Innanzitutto, degli assistenti, esperti e preparati, osservavano i gruppi mentre svolgevano il loro compito e davano un giudizio anche sulla qualità dei video prodotti. I ricercatori, inoltre, chiesto agli stessi volontari di valutare quanto fosse innovativo ciò che avevano fatto in team e quanto fossero gelosi dei risultati prodotti.

Per disporre anche di un parametro fisiologico, Knight e Baer hanno anche misurato il grado di partecipazione emotiva dei volontari nel corso della riunioni. Questo é stato possibile grazie a dei sensori indossati sul polso, che rilevavano la quantità di sudore prodotta (un noto indice di una condizione di attivazione emotiva).

L’esito della sperimentazione ha dato prova che i gruppi “in piedi” mostravano un grado di eccitazione (traducibile sul piano soggettivo in un più spiccato entusiasmo e in una maggiore intraprendenza) più elevato rispetto a quelli seduti; inoltre, erano anche meno possessivi, più solidali ed empatici con i propri compagni.

Per approfondire
I Segreti dell'intelligenza corporea

Sulla base di questo risultati, i ricercatori hanno dedotto che stare in posizione eretta riduce la “territorialità” e porta a una maggiore condivisione delle informazioni: una sinergia che, di fatto, si é tradotta in una migliore qualità dei filmati e in un più marcato senso di squadra.

In definitiva, “stare con i piedi saldi per terra” piuttosto che lasciarli penzolare sotto la sedia, non limita le idea ma rende gli scambi di opinione, le conversazioni e i dibattiti più costruttivi e ricchi di intuizioni.