Situazioni a rischio: i segnali del corpo dei malintenzionati

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Situazioni a rischio

I malintenzionati si possono individuare

Paola Tiscornia: situazioni a rischio? Difenditi così, Intimità, 2 luglio 2014, pag 8 -10: intervista a Marco Pacori

Di notte all’uscita della discoteca, per la strada in pieno giorno, entrando nel box la sera, anche fra le pareti domestiche. Le statistiche dicono che oggi una donna su tre, in Italia, nel corso della sua vita è stata vittima a vario titolo di episodi spiacevoli o drammatici quali molestie, aggressioni, scippi, tentativi di violenza.

Diventa allora molto importante “imparare” a far rispettare all’altro il tuo spazio e il tuo corpo, oltre che saper riconoscere al volo persone o situazioni a rischio.

Ecco un vademecum dì suggerimenti concreti per mettere in atto efficaci strategie difensive, stilato grazie all’aiuto di Gabrielle Fellus, istruttore di Krav Maga, una disciplina di autodifesa nata in Israele e oggi esportata in tutto il mondo, che trova applicazione anche per le donne poliziotto.

LO SCOPO DELLE DIVERSE SOLUZIONI non è quello di tenere fisicamente testa al tuo aggressore e ingaggiare un corpo a corpo con lui, visto che probabilmente avresti comunque la peggio. Potrai, invece, sorprenderlo (sicuramente non si aspetta reazioni coordinate), spiazzarlo e guadagnare secondi preziosi per individuare una via di fuga e/o trovare aiuto. Essere aggredite è sempre un evento stressante e terribile, ma se ti prepari in anticipo potrai quanto meno mettere in atto reazioni efficaci, evitando conseguenze drammatiche.

Servono presenza di spirito e molta astuzia: ti ricordi la storia di Ulisse che usando il cervello ha messo nel sacco il gigante Polifemo, o anche semplicemente il crick che riesce a sollevare il peso di una macchina quando cambiamo una ruota? La possibilità di essere aggredita o scippata non dovrà limitare la tua libertà, anzi devi poter continuare a sentirti padrona della tua vita, uscire e andare dove vuoi. Però, muoviti in maniera intelligente e accorta. Ecco alcuni comportamenti da adottare.

• Mentre cammini, tieni la borsa dal lato opposto a quello della strada; quando sei sola in macchina, blocca sempre le portiere appena salita e tieni i finestrini chiusi; quando ti riportano a casa in auto la sera, chiedi al tuo accompagnatore di restare a guardarti sino a che tu non sia entrata nel portone.

• Attenta al trucco dello specchietto: se ti si accosta un’altra auto e il conducente ti accusa ingiustamente di averlo in qualche modo danneggiato.

Come accorgerti se una persona appena conosciuto o uno sconosciuto ha brutte intenzioni?

Ecco i suggerimenti di Marco Pacori, psicologo e psicoterapeuta a Gorizia e a Padova, autore del libro I Segreti del Linguaggio del Corpo (Sperling & Kupfer).

✓ Con gli estranei si tende istintivamente a mantenere una distanza dì sicurezza (solitamente più di un metro): diffida di chi, con qualunque scusa, ti si avvicina di più o molto di più.

✓ Non sottovalutare mai segnali negativi quali i tic, la tendenza a sfregarsi le mani, il balbettio, guardarsi attorno nervosamente, parlarti magari con gentilezza ma troppo in fretta e con toni striduli e, soprattutto, evitando tuo sguardo, le mani sudaticce o il sudore sulla fronte o sopra le labbra.

✓ Lui ti parla con il volto troppo vicino al tuo, o con il suo corpo blocca le possibilità di fuga, per esempio mettendosi fra te e la porta o appoggiandosi allo stipite? Occhio!

✓ Parlando, ti tocca il braccio o la spalla, o ti trattiene il polso, anche senza fare forza. Diffida. Se non riesci a sottrarti, richiama l’attenzione di un altro maschio vicino a voi.

In ogni caso, non fermarti e non abbassare il finestrino, ma mostra il cellulare facendo segno che farai una telefonata. E se quello non demorde, chiama davvero e subito il numero 1522 (contro la violenza e lo stalking sulle donne) o il 113, che avrai memorizzati sul telefono.

Rientrando a casa a piedi da sola quando fa buio, fai sempre in modo di essere lucida e mantenere tutti i sensi bene in allerta: controlla i due lati della strada per vedere/sentire che nessuno ti segua o si avvicini; se da lontano
vedi più ragazzi o uomini fermi sul marciapiede, fai fìnta di niente e cambia strada.

Se stai per aprire il portone e sentì un rumore dietro di te, o ti accorgi di una persona sconosciuta e troppo vicina, non tirare fuori le chiavi dalla borsa ma prosegui come se andassi altrove.

• Oggi è stata importata dall’America la moda di tenere in borsetta uno spray anti molestatore al peperoncino. Non sarebbe una cattiva soluzione, peccato che al momento di un’aggressione diffìcilmente avrai il tempo e la presenza di spirito di frugare nella borsa per tirarlo fuori.

Anche tenere una chiave che sporge dalle nocche per reagire contro un malintenzionato non è consigliabile, perché il rischio più probabile è quello di ferirti alla mano. Piuttosto, la cosa migliore sarebbe forse quella di indossare un anello molto sporgente per essere più efficace quando fossi costretta a difenderti.

• Quando qualcuno ti abborda con una scusa e la cosa non ti interessa e non ti piace, il tuo deve essere un rifiuto fermo e secco.

E stato appurato che oltre il 70 per cento dei casi di aggressione avrebbero potuto essere evitati da una reazione più decisa. Non temere di passare per matta, per esempio urlando per la strada: meglio una brutta figura piuttosto
che un’aggressione.

• Fidati del tuo istinto: se ti si accende in testa una spia di pericolo, anche se l’estraneo accanto a te non ha ancora fatto niente stai comunque in allerta e preparati mentalmente una reazione.

• La tua miglior difesa è sempre la lontananza: se, per esempio alla fermata dell’autobus, un tizio non ti convince, cerca di mantenere sempre la maggior distanza possibile fra voi due.

• Di fronte a un’aggressione fìsica (uno schiaffo, un pugno, un colpo) reagisci immediatamente alzando le braccia con i gomiti piegati, per proteggerti il volto: contemporaneamente, urlagli “Stai lontano!”, con quanto fiato e rabbia hai in gola, guardandolo ben fìsso dentro gli occhi. L’aggressore si ritroverà spiazzato e quindi avrai modo di fuggire o attirare l’attenzione di altri.
Attenta, invece, a non toccarlo mai tu per prima anche se ti aspetti di essere aggredita: lo prenderebbe come un invito.

• Reagisci a un attacco parando il colpo con le braccia e sferrandogli un calcio nelle parti intime, o una ginocchiata se è troppo vicino, con quanta più forza ti riesce; insieme colpiscigli forte il naso con il palmo della mano (sì, proprio come se dovessi spingerlo bruscamente via) tenendo le dita serrate per evitare di rompertele.
Il naso, in realtà, non è una delle zone più sensibili ma,quando viene colpito, per reazione gli occhi si riempiono di lacrime e questo ti consentirà di disporre di attimi preziosi per dartela a gambe.
Le altre partì più vulnerabili da colpire sono le orecchie, gli occhi e le ginocchia.

Prendendolo a pugni sul torace o sulle cosce, invece, probabilmente non se ne accorgerà neanche.

• Sei per la strada, qualcuno si fa sotto per chiederti (e magari sono in due) i soldi, la borsa o le chiavi della macchina? Daglieli subito senza problemi né resistenza; tutto è preferibile a essere picchiata, o peggio.

• Le statistiche insegnano che la maggior parte delle aggressioni notturne avviene nel box: se rientri tardi la sera/notte ti conviene allora optare per un parcheggio sotto casa, accertandoti prima di scendere dall’auto che nei paraggi non vi siano tipi sospetti.

• Se sei in discoteca e sei molto giovane, evita di bere alcolici per restare sempre al massimo della tua lucidità e controlla il bicchiere: oggi c’è la “moda” di sciogliere in quelli che le ragazze lasciano incustoditi la cosiddetta pillola dello stupro. Dovesse capitare anche a te e ti accorgi che ti sta girando vorticosamente la testa, trova la presenza di spirito di fermare una signora sopra i 40 anni dandole il tuo cellulare e avvertendola di chiamare subito un numero che troverà in rubrica (tuo padre, tua madre, tuo fratelÌo…).

Sta’ pur certa che una donna non ti lascerà mai nei guai a nessun costo, perché è attenta alla solidarietà femminile e non si farà abbindolare.

Mentre una tua coetanea, più ingenua, potrebbe cadere nel tranello del malintenzionato di turno: “Sono un addetto della sicurezza, questa ragazza sta male,la porto fuori io a prendere un po’ d’aria…”.

• Se alla fermata dell’autobus o all’uscita della discoteca qualcuno ti chiede aiuto per un validissimo motivo (“C’è la mia ragazza che sta male in macchina“), per quanto carino, gentile, elegante sia, non seguirlo MAI. Questo anche se trova un qualsiasi punto di contatto con te, per esempio dice di essere amico di tuo cugino… Enrico!

Per approfondire

• Se qualcuno ti prende per un polso per trascinarti via, cerca di morderlo
sul braccio per liberare la mano.

• Giovane o meno giovane, i capita di tornare a casa da sola la sera? Un’idea può essere quella di iscriverti a una scuola di autodifesa femminile. Imparerai tecniche utili per essere più sicura di te,consapevole della tua
autonomia, offrire anche all’esterno un’immagine più grintosa e, tra l’altro, mantenere una buona forma fisica.

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