Papa Francesco, un maestro della comunicazione

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Francesco, un Papa comunicatore

Francesco, un Papa comunicatore

di Valentino Maimone: Francesco ci tocca il cuore, “Il Mio Papa”, marzo 2015: intervista a Marco Pacori

Fin dall’inizio del suo pontificato, già dai primi e indimenticabili “buonasera” o “buon pranzo” rivolti ai fedeli, i media di tutto il mondo hanno esaltato l’abilità comunicativa di papa Francesco.

Pochissimi, però, si sono soffermati su un aspetto della sua indiscutibile capacità di raggiungere i cuori e le anime: l’utilizzo delle mani.

A ciascuno di noi sarà rimasto impresso almeno un gesto del Papa collegato a un concetto o a una situazione… Abbiamo così deciso di provare a raccontarvi i più famosi come la “preghiera delle cinque dita“, lo scanzonato gesto delle corna per dire “I love you” (in inglese significa “Ti amo”) fatto durante il viaggio nelle Filippine o ancora il pugno scherzoso sventolato davanti ai giornalisti in aereo.

Per capirne di più, ci siamo rivolti a uno specialista, il dottor Marco Pacori, psicologo e autore del libro “I Segreti del Linguaggio del Corpo” (pubblicato da Pickwick). Perché la catechesi di Francesco passa anche attraverso l’uso delle mani.

Questo Papa è un professore di linguaggio del corpo. È come se avesse studiato da sempre i meccanismi dell’espressione attraverso la mimica e la gestualità. È una sua dote innata, potrebbe benissimo insegnare“, dice Pacori. “Perfino il presidente americano Obama, particolarmente bravo nell’usare il corpo per comunicare, rispetto a Francesco risulta meno spontaneo, più costruito“.

Perché è così importante il linguaggio del corpo? “Con le parole si trasmettono le sole informazioni“, spiega Pacori, “ma se vuoi manifestare un’emozione o stabilire un contatto, serve altro. Francesco sa che se vuole stabilire un rapporto diretto con la gente; se vuole far capire prima e meglio i suoi concetti, è fondamentale aiutarsi con la gestualità, la propensione al contatto fisico e l’imitazione dei gesti altrui. Cose che gli riescono perfettamente“.

Le mani in particolare rappresetano un’arma comunicativa formidabile: “Se il volto esprime emozioni, le estremità servono soprattutto a sottolineare e dare consistenza a un discorso attivando in chi le guarda più circuiti cerebrali nello stesso tempo. I messaggi sostenuti comunicati in questo modo sono più forti“, aggiunge Pacori.

Il Papa mostra di avere un’innata capacità di trasmettere qualcosa attraverso le mani: le usa per insegnare, rendere più chiari certi concetti, perfino porre se stesso come esempio. Così che le persone, guardandolo, possano dire: “se lo fa il Papa, è giusto e lo faccia anch’io …“.

Per approfondire

Quanto di questa tendenza a gesticolare si deve alle origini latine? “Molto ed è una chiave del suo enorme successo tra le popolazioni sudamericane o mediterrane. Certo, questo stesso aspetto può far storcere il naso ai fedeli più
tradizionalisti, che preferirebbe un papa più istituzionale nei modi e nei toni. Senza capire, per che proprio questa sua caratteristica può aiutarlo a conquistare molti più cuori e anime
“, sottolinea Pacori.

Per continuare a leggere l’articolo, guardare le foto dei gesti e le didascalie, scaricare il PDF cliccando qui!).