Gli occhi: una finestra sul sogno

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Comunicare mentre dormiamo

Comunicare mentre dormiamo

Mentre la nostra coscienza si “spegne” nelle braccia di Morfeo supponiamo che anche il nostro corpo taccia.

Eppure, le posture che assumiamo nell’addormentarci, i cambiamenti di posizione, le azioni che compiamo in uno stato semi inconsciente continuano a “parlare”.

Perfino quando il corpo versa in una condizione di totale atonia (quando sognamo), c’é una regione che rimane esclusa da questa paralisi: gli occhi … e i loro movimenti aprono una vera e propria finestra sulla nostra esperienza onirica.

Per quanto alcuni non ricordino mai i sogni, é stato dimostrato che sognamo almeno 4 volte per notte: i sogni possono essere vividi oppure confusi; nel primo caso, questa condizione é contraddistinta da una rapida scansione oculare o REM.

La quantità di tempo trascorso in sonno REM varia significativamente con l’età: un adulto trascorre circa il 20-25% del suo sonno complessivo sognando (in media circa 90-120 minuti) e questa percentuale decresce con il passare degli anni; per contro, occupa circa metà del sonno di un bambino; nel feto, poi, la quantità di tempo in cui sogna é ancora maggiore: questo ha fatto supporre, a molti scienziati, che questa mobilità dell’occhio fosse legata ad un processo di apprendimento e di immaganizzamento delle memorie.

Ipotesi, per altro, comprovata da numerose ricerche condotte successivamente.

il nascituro in fase REM, diversamente da quanto accade all’adulto, si muove in modo vivace e con vere e proprie piroette e acrobazie: queste sue “evoluzioni” sono “concessioni” dovute al fatto che si trova immerso in una sacca d’acqua, che lo tiene al riparo da qualsiasi possibile capitombolo.

Per contro, come premesso, l’adulto é in uno stato di totale inerzia mentre sogna: questa incapacità di muoversi é dovuta ad una paralisi motoria che subentra mentre sognamo.

Il motivo di questo “scollegamento” dal corpo nei “grandi” é chiaro: anche noi, come il feto, nei sogni facciamo salti, voli e altre azioni rocambolesche; se però dovessimo ripeterle nella realtà non abbiamo gli “airbag” della placenta a impedirci di farci del male.

Sul piano fisiologico la “catatonia” muscolare si verifica in conseguenza del massiccio rilascio del GABA (un neurotrasmettitore ad azione sedativa) nella formazione reticolare pontina (uno “snodo” tra cervello e midollo spinale), che blocca la trasmissione da cervello e motoneutoni, che a loro volta azionano i muscoli.

L’arresto si attua quando inizia il Rapid Eye Movement (movimento rapido degli occhi) o sonno REM (la fase del sonno in cui stiamo sognando): i muscoli degli occhi, infatti, sono gli unici che risparmiati dalla regola dell’inerzia.

Proprio per supplire all’inattività dei muscoli servono i movimenti degli occhi nel sonno: é questa la conclusione cui é giunto uno studio dei ricercatori francesi Laurène Leclair-Visonneau, Delphine Oudiette, Bertrand Gaymard e altri studiosi francesi.

Per realizzare lo studio, l’equipe di ricercatori ha coinvolto 56 partecipanti che presentavano disturbi motori del sonno e 17 volontari dal sonno regolare.
Questi soggetti sono stati fatti dormire in laboratorio, dove i loro movimenti oculari sono stati monitorati da un’apparecchiatura per elettrooculografia e con delle riprese video.

Per verificare la relazione tra scansioni oculari e azioni del sogno, i partecipanti sono stati svegliati dopo ogni episodio REM e intervistati sul sogno.

In questo modo, i ricercatori hanno effettuato una scoperta inedita: nell’82% dei casi gli occhi si muovevano in modo coerente con l’azione compiuta nell’esperienza onirica: ad esempio, se uno sognava di salire una scala gli occhi si spostavano dal basso in alto; se uno, invece, allucinava di afferrare qualcosa con una mano, gli occhi si orientavano verso l’arto; un soggetto che sognava di baciare una donna alla sua sinistra guardava effettivamente da quella parte e un’altro e uno che sognava di scalare una montagna muoveva gli occhi su e giù per verificare a che punto si trovasse.

Non tutti i sogni sono accompagnati dal movimento degli occhi; facciamo, infatti, anche sogni Non-REM.

Un’equipe di ricercatori dell’Università Berkley, in California, capitanata dallo psicologo Ninad Gujar, ha esaminato lo stato d’animo di soggetti che avevano fatto una pennichella pomeridiana.

Alcuni avevano mostrato un’attività REM; altri, no.

Bene, Gujar e colleghi hanno appurato che i primi, dopo il sonno, si sentivano maggiormente di buon umore e rilassati; mentre i secondi apparivano più irrequieti e ansiosi.

Il fatto che gli occhi restino esclusi dalla paralisi del corpo ha dato modo agli studiosi di escogitare un modo per entrare in contatto con il dormiente in chi ha la facoltà di esercitare un controllo sui propri sogni: fa cioé il cosidddetto “sogno lucido!.

grazie a questo stratagemma e alla neuroimaging, é stato possibile comprendere meglio questa inconsueta abilità.

Le ricerche svolte da neuropsicologi Ursula Voss e Martin Dresler hanno dimostrato, ad esempio, che l’attività cerebrale durante il sogno lucido condivide le caratteristiche principali del sonno REM; tuttavia possiede delle peculiarità che lo distinguono sia dal sogno non lucido, sia dallo stato di veglia.

Una recente indagine condotta da un’equipe dell’Università di Berna, capitanata dal neuroscienziato Daniel Erlacher é stato congegnata per confrontare il tempo impiegato per completare diversi compiti, nel corso del sogno lucido e durante la veglia, come contare il numero di passi effettuato camminando.

Per approfondire

L’esito ha messo in luce che l'”azione mentale” del conteggio ha preso lo stesso tempo indipendentemente dal fatto che i volontari stessero sognando o fossero svegli; per contro, le “azioni fisiche” hanno richiesto più tempo nei sogni che nella vita reale.

Il team di ricerca ha suggerito che questo sfasamento potrebbe dipendere dal fatto che nel sogno il corpo é inerte e quindi non invia informazioni sensoriali, che sono quindi solo immaginate (e distorte).

Siamo solo agli inizi di questa esplorazione del mondo immaginario, ma le prospettive sono molto promettenti.