Quando c’è attrazione

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Segnali di attrazione

Segnali di attrazione

di Paola Grimaldi, Focus Extra n. 68, agosto 2015, pag 14-18 – intervista a Marco Pacori.

Il tono di voce cambia, le pupille si dilatano e il cuore batte forte forte… Ma non è tutto qui. Ecco che cosa succede nel nostro corpo al momento del primo approccio.

Immaginiamo di essere invisibili, di entrare in un locale e iniziare a osservare liberamente le persone che interagiscono tra loro. Ci sono amici che chiacchierano dandosi pacche sulle spalle, ragazze che si raccontano le ultime novità gesticolando allegre e poi, un po’ distanti dal resto della gente, notiamo un uomo e una donna che si lanciano occhiate.

C’è attrazione e hanno voglia di avvicinarsi, conoscersi, parlare e magari, se tutto andrà bene, continuare a vedersi. Un etologo del comportamento potrebbe continuare a osservarli, per prendere appunti sui cambiamenti che avvengono all’interno di ognuno di noi ogni volta che incontriamo qualcuno che comincia a piacerci.

Danza di Avvicinamento: In effetti, molte ricerche scientifiche hanno cercato di capire ciò che accade quando scatta la scintilla. Per esempio, l’antropologo americano David Givens, direttore del Centro di studi non verbali di Spokane, (Usa), ha studiato (usando telecamere nascoste) i primi scambi amorosi tra gli avventori dei bar.

Dalla sua indagine è emerso che esiste una sequenza base comune a tutti i corteggiamenti: i due si guardano negli occhi in media per 3 o 4 secondi per poi allontanare lo sguardo, riprendere a osservarsi e infine parlare.

Ovviamente, il tipo di comportamento dipende dalla personalità di ognuno, dal tipo di educazione ricevuta, dalle esperienze fatte, dall’intraprendenza, ma i tratti salienti di questa comunicazione non verbale sono simili. “In genere è lei che dà il la all’interazione, per esempio passandosi una mano fra i capelli o dondolandosi sulla sedia“, spiega Marco Pacori, psicologo, psicoterapeuta, direttore del Centro studi e ricerche sulla Comunicazione non verbale e autore del libro Il Linguaggio del Corpo in Amore (edizioni Pickwick). “Al che lui risponde con un altro gesto, come lisciarsi la cravatta, toccarsi l’avambraccio, appoggiare la mano sulla coscia, mettere il petto in fuori. Se, quando lei ripete il comportamento, lui reagisce con lo stesso segnale esibito la prima volta, significa che si è creata sintonia: l’interazione sul piano non verbale diventa una specie di tango, dove i movimenti dell’uno sono seguiti da precisi “passi” dell’altro“.

Faccio quello che fai tu: Insomma, se il nostro immaginario etologo nota nella nostra coppietta una sincronizzazione delle movenze, che mano mano porta i loro corpi ad avvicinarsi fino a toccarsi, probabilmente ha già la conferma che l’incontro sta andando a gonfie vele.

Le ricerche dimostrano come “copiare” ciò che fa l’altro sia davvero proficuo e susciti una buona impressione rendendo, per esempio, le donne più fascinose agli occhi del sesso forte. Lo afferma Nicolas Guéguen, docente di Psicologia sociale all’Université de Bretagne- Sud, Francia, che ha voluto testare l’efficacia di mimare il comportamento non verbale dell’interlocutore.

Per farlo, ha organizzato degli speed date (incontri per conoscere persone del sesso opposto) durante i quali un gruppo di volontarie ben istruite doveva imitare il comportamento del corteggiatore, mentre un altro gruppo di ragazze doveva astenersi dal “sincronizzarsi” con chi aveva davanti, il tutto in cinque minuti.

Il risultato? Gli uomini hanno valutato le donne “copione” più attraenti e la loro compagnia molto più gradevole.

Senti come ti parlo: ma i segnali che evidenziano se il flirt è di buon livello non riguardano solo il linguaggio del corpo.
Da uno studio condotto da Susan Hughes, psicologa dell’Albright College di Reading (Usa), e pubblicato sulla rivista Journal of Nonverbal Behavior, è emerso che, quando si ha di fronte qualcuno che interessa, anche la voce si modifica.

La ricercatrice e i suoi colleghi hanno organizzato conversazioni via Skype utilizzando un gruppo di 48 studenti (età media 21 anni) e ne hanno analizzato le registrazioni. Sia la voce dei maschi sia quella delle femmine si abbassava, facendosi più sussurrata e dai toni soft, quando l’immagine che vedevano sullo schermo, fittizia e scelta ad hoc dagli studiosi, ritraeva il viso di una persona piacente.

Secondo la scienziata, questo serve a creare un maggior coinvolgimento psicologico e a dichiarare un interessamento. “Non solo il tono di voce cambia, ma anche il modo di parlare è diverso da quello che si usa, per esempio, quando si chiacchiera con un amico“, continua Pacori. “si usano numerose espressioni verbali di approvazione e apprezzamento come ah!, ma va, pensa un po’. Se c’è complicità, inoltre, gli studiosi notano un identico stile nel linguaggio, una medesima intensità di voce, lo stesso ritmo nell’esporre le cose: pause e silenzi sono brevi, le risate sono più frequenti. Spesso le frasi dei due si accavallano per-ché è molta la voglia di raccontarsi“.

Un amore di cervello: le ultime ricerche neuroscientifiche hanno permesso di capire che molti dei fenomeni che ci fanno sussultare di passione, come lo sguardo luminoso, il cuore che batte all’impazzata, i muscoli in tensione, le mani sudate, hanno radici neurologiche. “Quando avviene un incontro romantico, l’amigdala, struttura che fa parte del sistema limbico e che gestisce le emozioni, reagisce come se la persona si trovasse di fronte a un pericolo, senza però provare paura“, spiega Donatella Marazziti, docente di Psichiatria all’Università di Pisa e autrice del libro La natura dell’amore (Bur).

Questa struttura prende il sopravvento e inizia a comandare la produzione di una vera e propria tempesta di neurotrasmettitori. Noradrenalina, cortisolo, adrenalina, dopamina invadono il cervello e il corpo scatenando l’eccitazione.

La dopamina è la principale scintilla del desiderio. Poi, anche i livelli di ormoni sessuali prodotti dalle ghiandole endocrine, sia femminili sia maschili, se tutto procede nel verso giusto, crescono: testosterone per lui ed estrogeni per lei.

Folli per biochimica: Insomma, movimenti sincronizzati, scariche biochimiche.
Ma poi? Difficile sapere che cosa accadrà: magari dopo una serata a chiacchierare i due scopriranno di non essere fatti l’uno per l’altra o magari usciranno dal locale insieme e inizieranno una storia. Se le cose tra due persone vanno oltre un semplice incontro, le reazioni fisiologiche continuano.

E si “impazzisce d’amore”: non si mangia più, si dorme meno, si lavora con poco entusiasmo perché l’altro diventa l’unico nostro pensiero fisso. Questo atteggiamento è dovuto alla diminuzione della serotonina, un neurotrasmettitore implicato nella regolazione dell’umore. Anche i livelli di cortisolo, l’ormone responsabile dello stress, aumentano. Se la relazione continua, però, tutto si tranquillizza grazie all’ossitocina, che riporta il sistema all’equilibrio. E allora, forse, la coppia ricorderà con nostalgia quei primi momenti di follia amorosa.

A me gli occhi : se potessimo avvicinarci un po’ ai nostri due sospiranti “innamorati”, che ormai si stanno parlando e sfiorando, vedremmo un’altra caratteristica tipica di chi si sente attratto da qualcuno: la pupilla è dilatata.

Uno tra i primi scienziati a studiare le modificazioni della pupilla è stato il tedesco naturalizzato americano Eckhard Hess (1916 – 1986) negli anni ’60. Lo studioso capì che l’ampiezza della pupilla è influenzata da ciò che stiamo guardando e più quello che abbiamo di fronte è stimolante più la pupilla si allarga.
Modificando, poi, alcune immagini, lo psicologo dimostrò anche che gli uomini preferiscono le donne con la pupilla più grande, perché questa dilatazione è un riflesso del desiderio e dell’interesse sessuale. Una ricerca più recente conferma gli studi di Hess; condotta da un’équipe della Stony Brook University di New York, ha evidenziato, con l’aiuto della risonanza magnetica al cervello, che la pupilla si ingrandisce perché si attivano aree del cervello legate ai meccanismi della ricompensa, dell’attaccamento materno, dell’amicizia e dell’attività sessuale.

Puntare sul rosso : le armi per catturare l’attenzione di qualcuno sono tante. Ma visto che, a volte, anche l’abito fa il monaco, vestire in modo “giusto” è una buona tattica per colpire al cuore di chi ci guarda. E se I’outfit è rosso, ancora meglio. Lo ha scoperto Andrew Elliot, docente di Psicologia all’Università di Rochester, Stati Uniti, che ha mostrato a un gruppo di studenti foto di donne vestite in blu e poi in rosso.

Il colore dell’attrazione: la maggior parte degli intervistati ha considerato le ragazze in rosso più attraenti e ha dichiarato che sarebbero state le candidate giuste per un invito a uscire. Ma non vale solo per gli uomini; da ulteriori ricerche svolte da Elliot, anche le donne sono più attirate da quei maschi che indossano qualcosa di questo colore, tra i più ricchi di simboli sociali, religiosi e culturali.

Per approfondire

Lui sì, lei no… ma perché? Cosa ci spinge verso una persona? I gusti, ovviamente. Ma le ricerche hanno comunque individuato quali sono i
tratti che attirano l’altro sesso. ll “sesso forte” predilige donne dalle
curve armoniche e leggermente accentuate, di statura più bassa, con labbra carnose e viso dai lineamenti equilibrati, che appaiano giovani.
L’uomo non bada molto all’odore del corpo e resta affascinato dai sorrisi. Le donne preferiscono uomini con un viso dal marcato dimorfismo sessuale, cioè con caratteristiche mascoline e virili, che abbiano spalle e torace ampi e vita stretta, sono sensibili all’odore e sono sedotte da sorrisi sfuggenti. Il resto lo fanno le esperienze passate e il contesto sociale.

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