Intelligenza corporea: un “bagno” nella natura fa miracoli

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La natura é meglio di un antidepressivo

La natura é meglio di un antidepressivo

Nel romanzo “Heidi” di Johanna Spyri (scritto nel 1880, ma di cui é ben più nota la versione giapponese in cartoni animati), la protagonista, sradicata dalle montagne con cui viveva felice con il nonno, viene condotta a Francoforte.

Qui costretta a fare la “dama di compagnia” alla coetanea Clara sviluppa del sonnambulismo; per questo motivo viene ricodotta dal nonno … e il sintomo scompare. La sua amichetta, paralitica da quando le é morta la madre, va successivamente a trovarla e scopre di essere in grado di camminare.

Certo, si tratta di narrativa ma l’effetto descritto non si discosta di molto da quanto emerso dalla ricerca scientifica riguardo al contatto con la natura.

Fin da quanto l’uomo ha cominciato a erigere case, mura e templi ha sentito l’esigenza di arredarli con alberi, piante e fiori: lo si é osservato nelle pitture tombali dell’antico Egitto, così come nei resti trovati tra le rovine di Pompei più di 2000 anni fa.

La tendenza ad “allietare” le costruzioni con elementi della natura sembra essere una caratteristica umana universale e, tutt’ora, anche nelle metropoli le persone mettono piante sul terrazzo o dentro casa.

E’ un escamotage per restare a contatto con le proprie radici e, più in profondità, un modo per nutrire anima e sensi e restare sereni e in salute.

Numerosi sono gli studi che hanno dimostrato che questo bisogno, noto come biofilia, apporti reali benefici psicologici e fisici.

Per esempio, uno studio condotto presso l’Università del Michigan, dai ricercatori Marc Berman, John Jonides e Stephen Kaplan, ha messo in luce che, dopo aver camminato per 50 minuti in mezzo alla natura, le prestazioni dei partecipanti all’esperimento in un test di memoria e di attenzione era migliorata del 20%. Per contro, tra chi aveva fatto quattro passi lungo una strada trafficata in città non è stato rilevato nessun cambiamento.

Anche solo contemplare delle foto della natura seduti in una stanza rafforza le capacità cognitive a confronto con la visione di un ambiente cittadino.

In uno studio “follow-up”, i ricercatori avevano consentito, dopo un test che richiedeva un certo impegno intelletturale, di prendersi una pausa di 10 minuti in una stanza tranquilla a guardare le immagini di parorami naturali o di vie di una città.

Anche in questo caso, é risultato che le prestazioni cognitive erano più efficienti quando i soggetti avevano visto scene di prati e campi; per quanto, l’effetto non fosse altrettanto eclatante della vera immersione nella natura.

In un’altra indagine dello stesso Berman, assieme a Ethan Kross, Katherine Krpan ed altri studiosi é emerso che trascorrere anche limitati periodi di tempo a contatto con la natura riduce i sintomi della depressione: lo studio ha messo in evidenza che vivere nei paraggi di parchi o dove ci siano viali alberati può apportare dei grandi benefici alla salute mentale; per contro, vivere in posti circondati da edifici di cemento e senza verde può portare a deprimersi, soprattutto se si é giovani o poveri.

Sebbene, come detto, l’effetto più intenso su stress e senso di benessere é dato dalla passegiata in un parco o in un prato o dallo stare seduti in riva al mare, quando questo non é possibile anche una finestra aperta su un giardino o lo sfondo dello schermo con un’immagine di un panorama possono darci un senso di sollievo.

Ua ricerca al riguardo condotta da Won Sop Shin e pubblicata su Scandinavian Journal of Forest Research, ha dimostrato che chi lavora in ufficio con vista sulla foresta riporta una maggiore soddisfazione sul lavoro e livelli di tensione inferiori rispetto impiegati i cui uffici non hanno “sfoghi” sull’esterno o le cui vetrate danno sugli spazi interni dell’azienda.

Un’altra indagine, svolta da Daniel Brown, Jo Barton e Valerie Gladwell ha replicato i risultati dell’esperimento citato.
Qui, i partecipanti avevano visto delle diapositive di scene della natura o di un ambiente costruito per 10 minuti; successivamente, sono stati impegnati in un compito complesso per “snervarli”.

L’esame dei parametri fisiologici dopo questo stress ha dato prova che chi aveva visto scene del “creato” mostrava una maggiore attività del sistema parasimpatico (la sezione del sistema nervoso collegata al rilassamento). Inoltre, i panorami naturali hanno promosso anche un senso di maggiore solidarietà, collaborazione e altruismo fra i partecipanti.
Per altro, un’altra ricerca ha dato modo di scoprire che pure i suoni della natura procurano un effetto simile.

Per approfondire
I Segreti dell'intelligenza corporea

Il beneficio del “bagno nella natura” non si limita ad un sollievo dalla tensione: infatti, uno studio di Q li, Kanehisa Morimoto e altri ricercatori
ha messo in luce che perfino il sistema immunitario ne risulta rafforzato, con un aumento delle cellule killer (specializzate nel neutralizzare i virus) e delle proteine anti-cancro.

Lasciarsi tonificare dalla natura non toglie tempo ai nostri impegni: Jules Pretty and Jo Barton, con un’analisi di 1.252 persone (di diversa età, sesso e stato di salute mentale) hanno dimostrato che é sufficiente trascorrere anche solo cinque minuti in un parco o in un prato per
sentirsi meglio … un “sacrificio” davvero minimo considerati i benefici!