Profumi che guariscono

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I profumi curano la mente

Le fraganze odorose possono curare

Sin dai tempi dei tempi l’umanità conosce l’effetto terapeutico di unguenti odorosi, oli essenziali e incensi.

Una delle prime testimonianze scritte dell’uso di profumi e balsami per la cura fisica e mentale della persona la ritroviamo nel papiro Ebers, risalente al 1500 aC circa: proprio nella cultura egizia questa pratica si é sviluppata ad altissimi livelli.

Gli antichi Egizi usavano oli essenziali nella loro vita quotidiana per preservare e curare la salute, per migliorare il tono dell’umore e distogliersi dalle emozioni negative e come offerta agli dei.

Molti odori hanno un’effetto indipendente dall’esperienza, ma altri infondono un senso di benessere o di quiete perché evocano ricordi lontani.

L’odore del pane appena sfornato, il profumo della vernice fresca o l’effluvio proveniente da un cespuglio di ginepro possono riportarci alla mente memorie della prima infanzia o momenti piacevoli più recenti.

Queste associazioni sono molto veloci, salde, persistenti grazie alla stretta connessione del centro olfattivo del cervello con l’ippocampo (la regione dove si creano e si consolidano i ricordi) e il circuito limbico (sede dell’elaborazione delle sensazioni primitive, tra cui le emozioni).

Non ci sono altri sensi hanno stabiliscano connessioni così profonde“, commenta Rachel Herz, psichiatra e autrice di “The Scent of Desire: Discovering Our Enigmatic Sense of Smell (Il profumo del desiderio: alla scoperta dell’egnigmatico senso dell’olfatto)”.

Altre associazioni possono, come premesso, essere slegate dal vissuto; in questo caso, sembra che alcune fragranze possano sostituirsi all’intervento farmaceutico o psicologico o essere abbinate a questi ultimi.

E’ il caso del dolce profumo dei fiori di gelsomino, che potrebbe diventare una valida alternativa al Valium.

Lo ha dimostrato un’equipe della Ruhr University guidata da Hanns Hatt, assieme si colleghi Olga Sergeeva e Helmut Hass.

Il Valium, come le altre benzodiazepine, determina una maggiore efficacia del GABA, una molecola che rallenta la trasmissione nervosa e funziona come sedativo dell’ansia.

Partendo da questo presupposto, gli studiosi tedeschi hanno hanno testato centinaia di fragranze per determinare il loro effetto sulla propagazione del GABA nel cervello sia negli esseri umani che nei topi.

Hanno così accertato che due essenze derivate dal gelsomino, una naturale e l’altra una sua variante chimica avevano l’effetto di aumentare l’efficacia del GABA di oltre cinque volte, il che significa che non hanno niente da invidiare agli ansiolitici.

L’essenza di gelsomino non si limita a ridurre l’ansia o a conciliare il sonno.

Una serie di studi di Alan Hirsch, Neurologo e direttore della Smell & Taste Treatment and Research Foundation di Chicago, con una serie di esperimenti su atleti professionisti ha dato prova che il suo profumo migliora la concentrazione, la lucidità, la precisione e la prontezza dei riflessi.

Le essenze profumate possono perfino ridurre la percezione del dolore. Un’indagine dello psicologo australiano John Prescott ha dimostrato che i profumi piacevoli attivano un sistema, noto come circuito della ricompensa, provoca il rilascio nel cervello degli alcaloidi dell’oppio (omologhi endogeni della morfina).

Per accertarlo, lo studio ha coinvolto 94 partecipanti, invitandoli a tenere una mano immersa in un secchio di acqua ghiacciata per quanto tempo possoibile; nel mentre, i soggetti sentivano diversi tipi di odori: uno gradevole (camello al 5% mescolato con il 95% di alcol); uno spiacevole, zibetto (simile al muschio; sempre nella misura del 5% di una miscela d’alcol) e uno piacevole, ma non dolce (una lozione dopobarba).

L’esito dello studio, ha messo in luce che solo l’odore dolce era in grado di lenire il dolore, provocando un maggior rilascio di endorfina cerebrale.

Uno degli oli essenziali con il più ampio spettro di proprità é l’olio di lavanda. Recenti studi hanno dimostrato quello che fino a poco tempo fa é solo evidenze anenoddotiche: l’estratto di questo fiore infatti si é rivelato efficace contro molte specie di batteri, inclusi quelli resistenti agli antibiotici come lo Staphylococco aureuo e l’Eneterococco; inoltre, é stata provato l’effetto terapeutico della diffusione odorosa di quest’olio anche nel trattamento delle infezioni da funghi.

La lavanda può ridurre anche la frequenza delle cadute negli anziani e li rende meno ansiosi: lo ha messo in luce un’equipe di ricercatori del Department of Internal Medicine and Rehabilitation Science della Tohoku University.

Questi studiosi, dopo aver selezionato un gruppo di persone in età ricoverate in case di cura hanno messo loro dei cerotti di lavanda oppure inodore: coloro cui era stata applicata la compressa profumata avevano fatto meno scivoloni, erano inciampati di meno ed erano più quieti. I medici hanno supposto che la lavanda abbia un effetto stabilizzante sull’equilibrio.

Ancora più soprendente é il suo effetto sui processi psicologici: ad esempio, Miguel Diego, Nancy Aaron Jones, Tiffany Field, assieme ad altri colleghi hanno rilevato che dopo un’inalazione di soli tre minuti di olio di lavanda i volontari erano più rilassati, si preccupavano di meno, mostravano un miglioramento dell’umore e il loro EEG segnalava un aumento delle onde Alfa (quelle del rilassamento).

In linea con questo studio, un gruppo di biologi guidati da Ouafae Alaoui-Ismaı̈li hanno scoperto che il profumo di lavanda era stato percepito come molto piacevole dal gruppo del loro esperimento e in questi ultimi, dopo esserne stati esposti é stato rilevato una riduzione dello stato di eccitazione del sistema nervoso autonomo.

Anche la qualità del sonno migliora dopo una “sniffata” di questo fiore: in uno studio condotto presso l’Università di Southampton in Gran Bretagna, i ricercatori hanno monitorato il sonno di 10 adulti.

Per una settimana, la metà dei partecipanti ha dormito in una stanza in cui l’olio essenziale di lavanda è stato diffuso in aria per tutta la notte; il resto del gruppo, invece, si coricava in una stanza simile in cui il deodoratnte era un placebo (olio di mandorle dolci).

Dopo, una settimana, si sono raccolti i giudizi dei volontari: chi aveva passato la notta nella camera profumata di lavanda dichiarava che la qualità del sonno era migliorata (del circa il 20%).

Analogo é l’esito di un’altra ricerca di un team di psicologi della Wesleyan University.
Questi studiosi hanno chiesto 31 uomini e donne ad annusare lavanda olio essenziale per quattro periodi di 2 minuti ciascuno prima di recarsi a letto; oppure di fare lo stesso, ma con dell’acqua distillata.

Ne é emerso che coloro che avevano inalato il profumo di lavanda avevano dormito più profondamente ed erano più ristorati ed energici il mattino successivo. Un analisi dei loro parametri fisiologici, ha dato prova che in questi ultimi era aumentato il sonno ad onde lente (quello profondo) e il battito cardiaco era rallentato.

Gelsomino e lavanda sono, comunque, non sono che due fra i tanti profumi che apportano dei benefici sul piano organico e psichico: Mark Moss, Jenny Cook, Keith Wesnes e altri hanno, ad esempio, riscontrato che dopo l’inalazione del rosmarino era stato possibile rintracciare nel sangue dei partecipanti l’ 1,8-cineolo, uno dei suoi componenti principali e che maggiore era la quantità di questa molecola, più miglioravano le prestazioni cognitive dei soggetti.

Bryan Raudenbush, ricercatore della Wheeling Jesuit University, West Virginia, ha scoperto che gli atleti che avevano fiutato menta piperita correvano più veloce, mostravano una maggiore resistenza fisica e forza rispetto a chi non l’aveva inalata.

Per approfondire
Il Linguaggio Segreto dei Sintomi

In un’altra indagine un gruppo di ricercatori dell’Università della Clinica Neurologica di Vienna ha dimostrato che deodorare una sala d’attesa di un dentista con l’aroma dell’arancia ha un effetto rilassante. Uno studio affine ha messo in evidenza che la diffusione di questo odore in un carcere in Olanda ha reso i detenuti più pacifici e collaborativi.

Potremmo andare avanti a lungo ad illustrare come la scienza abbia dimostrato l’efficacia dell’inalazione della fragranza di piante, frutti e fiori, ma questa rassegna già fa comprendere quanto la natura, con i suoi profumi possa essere uno strepitoso alleato nella cura dei disturbi fisici
ed emotivi.