Promumo di personalità: ogni carattere ha il suo odore

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I caratteri hanno odori diversi

Che il nostro aspetto, la cura della persona, il portamento parlino di noi è un fatto noto alla scienza e intuito dalle persone, ma che anche l’odore personale possa procurare quest’effetto é, invece, tutt’altro che scontato.

Eppure, nuove ricerche mettono in luce che, sulla base dei soli stimoli olfattivi possiamo capire diverse cose di una persona.

Ad esempio, possiamo conoscere la sua età, semplicemente sentendo l’odore del suo soprabito, della sua sciarpa o del suo foulard.

E’ quanto hanno dimostrato ricercatori Susanna Mitro, Amy Gordon, Mats Olsson e Johan Lundstrom.

Il loro studio ha preso piede da precedenti indagini sugli animali , che hanno dato prova che per le altre specie gli odori corporei trasportano informazioni legate all’età.

Grazie a queste stimolazioni gli animali possono stabilire il potenziale riproduttivo (che si modifica con il passare del tempo) di un membro della stessa specie.

La Mitro e i suoi colleghi hanno voluto verificare se anche l’essere umano è in grado di cogliere questo rapporto.

Per lo verificarlo, hanno raccolto dei tamponi ascellari fatti indossare per 5 notti da individui di tre fasce di età: da 20 a 30, da 45 a 55 e da 75 a 95. Ogni gruppo era composto da 12 a 16 uomini e donne.

I tamponi sono stati quindi catalogati, tagliati in 4 e messi in dei vasetti con il tappo forato. Successivamente, a 41 giovani “sommelier”, tutti di età compresa tra 20 a 30, sono stati fatti annusare i vasi contenenti le pezze ascellari. I volontari dovevano giudicare se l’odore fosse più o meno sgradevole.

Curiosamente alle aspettative, non erano gli anziani a ” puzzare” di più, ma gli uomini di mezza età; per contro, le loro coetanee avevano l’odore più piacevole.

Il fatto che la persona in età dipende anche dall’igiene, dalle abitudini di vita (ad esempio, fare passeggiate all’aperto, arieggiare la casa, lavarsi e cambiarsi spesso, ecc.).

Secondo uno studio di Haze, Gozu, Nakamura, Kohno, Sawano, assieme ad altri studiosi giapponesi l’invecchiamento porta ad un incremento del 2-nonenale un composto odoroso sgradevole (che somiglia ad una miscela di olio rancido e erba secca) che l’essere umano comincia ad emanare dopo i 40 anni.

Questo olezzo si produce quando gli omega-7 (acidi grassi insaturi presenti nel film lipidico della pelle) vengono degradati a causa dell’ossidazione.

Un odore, sempre legato all’età, che generalmente piace é la fragranza dei neonati. Uno dei componenti che maggiormente contribuiscono a questa profumazione sono i residui della vernice caseosa, la sostanza bianca e lattiginosa che ricopre il bambino alla nascita. A

Anche il liquido amniotico potrebbe restare impregnato nella pelle del “lattante” e conferirle quella particolare fragranza: in uno studio dei ricercatori francesi Benoist Schaal e Luc Marlier hanno coinvolto 15 madri e 12 padri, chiedendo loro di riconoscere quale, tra due ampolle, contenesse il liquido amniotico in cui era stato immerso il loro bambino da quello di un’altra madre.

Bene, non solo entrambi i gruppi di genitori sono stati in grado di identificare il flacone correttamente, ma anche affermato che l’odore del proprio figlio e quello della madre, specie nell’ultimo periodo di gestazione, era molto simile e piacevole.

L’odore della pelle può essere più o meno piacevole a seconda dell’alimentazione, delle abitudini di vita (fumare, lavarsi regolarmente, usare creme e profumi, ecc.) ma anche in rapporto allo stato di salute. Lo hanno dimostrato Mats Olsson, Johan Lundström, Bruce Kimball e altri studiosi con un esperimento condotto presso l’Università di Stoccolma.

Per provarlo hanno reclutato 8 volontari sani: a metà é stato iniettando loro un frammento innocuo della parete cellulare di un batterio; all’altra, della soluzione fisiologica.

Nel giro di poche ore, chi era stato “infettato” con la “tossina, aveva sviluppato una risposta immunitaria misurabile e un odore personale più sgradevole.

La scoperta più sorprendente al riguardo l’ha fatta un’equipe di ricercatori polacchi, capitanati dalla psicologa Agnieszka Sorokowska.

Questi studiosi hanno scoperto che i tratti di personalità (almeno alcuni) lasciano una scia odorosa.

Per dimostrarlo hanno, per prima cosa, chiesto ad un gruppo di 60 persone, divisi equamente fra i sessi, di indossare delle magliette per tre notte consecutive.

Nel frattempo, al gruppo sono stati somministrati del test di personalità.

Successivamente, le magliette sono state chiuse in delle buste di plastica e fatte annusare ad un secondo gruppo costituito da 100 uomini e 100 donne.

Questi ultimi avevano anche il compito di valutare cinque tratti della personalità dei donatori, su una scala da uno a 10.

Da questo in confronto é emerso che esisteva una corrispondenza tra certi odori e particolari tratti di personalità.

Nello specifico, é risultato che l’estroversione (l’inclinazione ad essere di buona compagnia e cordiali); il nevroticismo (la tendenza a essere ansiosi, pessimisti e lunatici) e la dominanza (l’attitudine a comandare e guidare) avevano una fragranza riconducibile.

Un costante stato d’ansia e malumore cambia l’assetto ormonale (ad esempio, aumenta la concentrazione ematica del cortisolo, l’ormone dello stress); provoca un aumento della sudorazione (che porta all’esterno del corpo le sostanze di “scarto” che vengono degradate dai batteri che popolano la pelle); inoltre, altera il del crea sudore, indebolisce il sistema immunitario: tutti questi fattori possono contribuire allo sviluppo dell’odore corporeo.

Per altro, una recente indagine dei ricercatori tedeschi Alexander Prehn-Kristensen, Christian Wiesner, Til Ole Bergmann, assieme ad altri colleghi ha dato prova che l’odore del l’ansia viene registrato da strutture cerebrali, (come il cervelletto, il vermis, il giro fusiforme, l’insula, ecc) coinvolte nell’esperienza emotiva e sociale.

Anche la dominanza ha le sue corrispondenze fisiologiche: più precisamente, chi ha l’indice del “condottiero” ha un alto tasso di testosterone (l’ormone maschile), che, a sua volta, viene sintetizzato in un composto volatile (l’androstenone) che viene secreto dalle ascelle.

Per approfondire
Il Linguaggio Segreto dei Sintomi

A seconda di chi lo percepisce (del suo corredo genetico e, per le donne, della fase del ciclo mestruale) risulta sgradevole, simile all’urina e all’
eau de gym oppure sa di sandalo e perfino di vaniglia o ha una profumazione floreale.

L’estroversione non evoca un odore conosciuto, tuttavia è riconoscibile
… a naso.