Camminare migliora la circolazione sanguigna del cervello

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camminare fa bene al cervello

Sgranchirsi le gambe, andare a spasso o a zonzo sono tutti modi di dire che fanno intuire come camminare in rilassatezza sia un’attività piacevole e rigenerante.

Certamente, farlo immersi nella natura, esposti alla luce del sole, respirando una buona boccata d’aria pulita rende questo “vagabondaggio“ un vero toccasana per mente e corpo.

Tuttavia, fare due passi, anche tra le mura di un ufficio o in una strada cittadina porta i suoi benefici.

Lo prova un nuovo studio degli psicologi Jeff Miller e Zlatan Krizan. Per il loro esperimento hanno coinvolto 128 partecipanti, cui è stato detto che scopo (apparente) della ricerca fosse stabilire come la vicinanza a determinate apparecchiature influenzasse la loro reazione all’ambiente.

Tutte le istruzioni sono state presentate attraverso lo schermo di un PC; così da evitare che l’effetto oggetto dell’indagine non fosse condizionato dalla presenza o dell’interazione umana.

Nella prima fase, i volontari veniva invitati a vedere un documentario di 10 minuti sull’architettura cinese.

Obiettivo della visione era indurre uno stato di calma. Successivamente alla presentazione, i partecipanti dovevano valutare il proprio stato d’animo.

In un secondo momento, i soggetti é stato fato vedere un tour virtuale di una galleria d’arte (anche questo della durata di 10 minuti).

alcuni sono stati invitati sedere, altri a restare in piedi e gli ultimi a camminare su un tapis roulant.

Anche questa volta i volontari hanno espresso su una questionario il loro umore.

Bene, a differenza di chi era rimasto seduto o in piedi, chi aveva camminato sul tapis roulant riportava emozioni più positive ed un maggiore senso di energia.

In un’altra sperimentazione di Miller, i partecipanti avevano il compito di visitare un ala del palazzo del campus, a piedi o seduti in modo virtuale.

Alcuni, inoltre, erano stati informati, in seguito, avrebbero dovuto scrivere una relazione di almeno due pagine: obiettivo di questa “scocciatura” era far vivere l’esperienza di malavoglia.

Come nell’altro studio, anche qui, al termine della “prova” veniva valutato lo stato d’animo dei volontari.

L’esito ha dato prova che, a differenza di chi era rimasto seduto e di coloro cui era stato indotto uno stato di insofferenza chi aveva fatto due passi (sebbene su un supporto fisso) mostrava un migliore tono dell’umore.

Passeggiare, in conclusione, da rinfranca l’animo, e il suo beneficio lo si avverte anche quando qualcosa ci fa sentire contrariati (simboleggiato in questo caso dalla prospettiva della “tesina”).

L’effetto positivo di una breve camminata probabilmente é imputabile al fatto che l’esercizio aerobico (anche moderato),provoca i rilascio di molecole come il triptofano (da cui viene sintetizzata la serotonina – modulatore dell’umore) o di anandamide (l’omologo endogeno della marjiuana). Ma sembra c’entri anche un fenomeno “idraulico”.

Ernest Greene, Kushum Shrestha e Analyssa Garcia della New Mexico Highlands University hanno, infatti, scoperto che l’impatto del piede quando facciamo due passi genera una pressione che pompa il sangue verso il cervello, aumentando così la circolazione sanguigna del sistema nervoso centrale.

Per verificarlo hanno coinvolto 12 volontari, che venivano assegnati a due condizioni: camminare o stare fermi.

Per approfondire
Il Linguaggio Segreto dei Sintomi

Per verificare l’impatto della camminata, il team di ricerca ha utilizzato ultrasuoni non invasivi per misurare le onde della velocità di sangue nelle arterie carotidee e la dilatazione del diametro dei vasi. Lo stesso sistema è stato usato per determinare il volume del sangue circolante nel cervello.

In questo modo l’equipe ha accertato che la “spinta” data dall’impatto della pianta del piede con il suolo non è così forte come nella corsa (fatto che era stato appurato in uno studio precedente), ma sufficiente a migliorare l’afflusso di sangue al cervello e quindi rendere la sua attività più efficiente.