Il linguaggio del corpo del flirt

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Il corpo rivela quando uno ci “prova”

Flirtare è molto più che un gioco: si tratta di una forma di scambio fra i sessi universale; la ricerca antropologica mostra, infatti, che questa forma di interazione con chi ci piace si riscontra in tutte le culture e le società del mondo.

Flirtare è un istinto di base, parte della natura umana. Questo fatto non deve sorprendere: sono proprio le “schermaglie” fra i sessi che danno il là alla creazione di una coppia e, in termini più, estesi alla riproduzione della specie.

Ad un certo livello, è possibile flirtare più o meno con chiunque. Uno scambio di sguardi ammirati, qualche mossa civettuola o un complimento possono dare buon umore, migliorare l’autostima e rafforzare i legami sociali. Questo modo di “corteggiare” non ha lo scopo di cercare l’anima gemella, ma di avere scambi leggeri e spensierati.

Tuttava, questo genere di “frivolezze” possono essere oggetto di fraintendimenti da parte degli uomini: la ricerca infatti, ha messo in luce che il “sesso forte” ha la tendenza a confondere un comportamento amichevole o disponibile con delle avance.

Questo non accade perché l’uomo sia più ottuso o facilone nell’interpretazione dei messaggi dell’altro sesso, ma rispetto a quest’ultimo, il suo “mondo” ha “tinte” più spiccatamente sessuali.

Per contro, le donne sono più abili nel cogliere le sfumature del comportamento e a comunicare in modo più efficace; anche con il loro linguaggio del corpo.

Questa maggiore “destrezza” del “gentil sesso”, viene spesso usato nel flirt in modo da creare delle ambiguità che danno modo di mostrare solo parzialmente il proprio interesse e e di valutare con cura il pretendente. Naturalmente, il rovescio della medaglia, é che questo modo di fare genera confusione nel maschio e può essere percepito da quest’ultimo come un invito a farsi avanti.

Complici anche equivoci e malintesi, sembra che accorgersi che l’altro stia flirtando sia tutt’altro che facile; lo prova uno studio condotto da Jeffrey Hall, Chong Xing e Seth Brooks, ricercatori dell’Università del Kansas.

Per verificarlo, sono stati coinvolti più di 100 partecipanti, divisi equamente fra i sessi: nessuno si conosceva e veniva dato loro un tempo limite per conoscersi: dieci minuti. In seguito, ogni volontario veniva invitato a dire se avesse mostrato dell’interesse per il partner e a giudicare se l’interlocutore stesse flirtando o meno.

Nel complesso, quasi un quarto dei partecipanti ha ammesso di aver flirtato durante lo scambio; tuttavia, l’altro l’aveva colto solo in minima parte queste intenzioni (nel 28% del comportamento totale, decodificato da esperti di linguaggio del corpo).

Curiosamente, qui le parti erano invertite, con i maschietti un po’ più sagagi (36%) nel captare i gesti civettuoli delle donne; mentre queste ultime si erano rivelate molto meno attente nel rilevare il flirt da parte delle controparti (con il 18%).

In seconda fase dello studio, si é cercato di appurare se un’osservatore esterno (guardando i filmati delle interazioni della prima parte) fosse più obiettivo nell’accorgersi di quando uno ci provava, ma i risultati sono stati ancora più deludenti.

Considerata tutta questa “miopia” andiamo quindi ad esaminare i modi attraverso cui le persone evidenziano l’interesse o l’attrazione per l’altro.

Le ricerche e le osservazioni al riguardo sono numerose, ma sicuramente una delle più originali é stata elaborata da Jeffrey Hall, il ricercatore dello studio citato in precedenza.

Hall ha, per prima cosa, condotto un sondaggio tra 5000 utenti del sito di incontri “eHarmony” (ispirato alla famosissima collana di romanzi rosa) e successivamente confermato da un ulteriore indagine su 4.500 individui di ogni parte del globo.

Sulla base di questo vasto campione di soggetti, lo studioso ha messo in risalto cinque stili diversi, sia sul piano dell’atteggiamento generale, che su quello verbale e non verbale nel flirt: tradizionale, sincero, giocoso, educato e fisico.

L’analisi ha messo in luce che la maggior parte di noi mostra una miscela dei diversi stili, ma uno é dominante.

Chi adotta uno stile tradizionale é piuttosto “conservatore” rispetto alla condotta dei due sessi nel corteggiamento: ritiene, infatti, che sia l’uomo a dover fare il primo passo e percepisce le donne che prendono l’iniziativa come “poco serie”.

Queste ultime tendono ad essere passive nel corteggiamento e hanno una ridotta probabilità di essere notata dagli uomini o di ricevere delle attenzioni, rispetto alle loro pari più smaliziate. Analogamente, gli uomini di questa “fazione” ci mettono molto tempo prima di farsi avanti.

In generale, chi preferisce questo stile, tendenzialmente é introverso, ha poca fiducia in sé e scarsa familiarità nelle interazioni sociali.

Per flirtare hanno bisogno di conoscere la persona e sono tendenzialmente cauti; sul piano non verbale sono piuttosto compiti e compassati: la loro postura é generalmente eretta, gesticolano poco e la loro mimica facciale é poco espressiva; inoltre, non lasciano trapelare le proprie intenzioni prima di aver testato con cura “il terreno”, il che significa che toccano poco se stessi e quasi mai l’altro, non fanno sguardi ammiccanti e mantengono una distanza formale durante l’interazione.

Il modo in cui comunicano il loro interesse é per lo più con la presenza (li si incontra spesso nei posti bazzicati dalla persona desiderata), mostrando attenzione a quello che l’altro ha da dire (annuiscono spesso, tengono la testa ritta e leggermente inclinata mentre ascoltano) e dando prova di tenere a mente i discorsi, anche da un incontro all’altro); inoltre, qualche blando è innocuo complimento e con qualche galanteria come tenere aperta la porta mentre l’altro sta approssimandosi, offrendo da bere e con altre premure.

Coloro che prediligono lo stile “sincero” badano a a creare un profondo legame emotivo con l’altro e mostrano nei suoi confronti un genuino interesse. Chi mostra questo atteggiamento mette in primo piano il romanticismo rispetto al sesso. Si tratta di persone sensibili e trasparenti. Di solito, preferiscono essere presentati al prescelto, ma una volta rotto il ghiaccio usano il linguaggio del corpo con una certa disinvoltura per accattivarselo.

Fisicamente, stazionano nei pressi della persona da cui sono attratti, tendono a toccarla in parti non sessuali (avambracci, mani o levano dei pelucchi di dosso all’altro), ma con una certa frequenza. Il tono di voce é spesso pieno, caldo e tendenzialmente profondo.

Gli individui che preferiscono uno stile giocoso sono canzonatori, facili alla battura, dotati di senso dello humor: flirtare per loro é soprattutto un carburante per l’autostima; non grandiscono un attaccamento eccessivo del partner. Viene loro spontaneo toccare l’altro mentre parlano, stargli piuttosto vicino e sorridere in modo genuino e contagioso.

C’é chi preferisce uno stile gentile ed educato: si tratta di un atteggiamento in cui vengono esaltate le buone maniere e evitati messaggi spiccatamente sessuali. Coloro che adottano questo modo di fare non hanno un grande “raggio d’azione” e prediligono relazioni sentimentali profonde, romantiche e durature.

Per approfondire

Il flirt fisico é caratterizzato, invece, da un doppisensi, contatti, sguardi languidi … il sesso, insomma, aleggia nell’aria. Le persone con questa inclinazione tendono a essere piuttosto dirette o, comunque, allusive; inoltre, fanno avance che non lasciano dubbi sul loro scopo, così come il loro linguaggio del corpo: le donne si passano di frequente la mano fra i capelli e la lingua sulle labbra; inoltre, assumono pose sinuose, aggiustano la gonna avendo cura di sollevarne un lembo prima di appoggiarlo; portano il busto in avanti per evidenziare la scollatura, ecc. L’uomo si liscia la cravatta, solleva le maniche, tocca la partner e mantiene la mano sulla zona toccata e così via.