I segni del volto rivelano il nostro stato di salute

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La salute é scritta sulla faccia

Il nostro volto, non é solo la parte più mobile ed espressiva del corpo, ma anche lo specchio fedele del nostro stato di salute e dell’equilibrio o scompenso dei nostri ormoni.

Nella medicina cinese la lettura è l’interpretazione delle anomalie del del volto viene utilizzata da migliaia di anni per individuare le disarmonie e le anomalie che fanno presagire lo sviluppo di malattie.

Si tratta è una pratica medica, chiamata mien shiang o mien xiang è che ha preso piede in Cina quasi 3.000 anni fa per diagnosticare e prevenire i disturbi fisici.

L’esempio più evidente dei segni del volto legati allo stato di salute sono le alterazioni dovute alle modificazioni nell’assetto degli ormoni sessuali. Se sono sbilanciati é più facile avere la pelle secca o grassa o che si formino pieghe, rughe, acne e rosacea.

Alla pubertà, con le mestruazioni o nel corso della gravidanza, le donne hanno fluttuazioni ormonali che possono far sì che la pelle si copra di brufoli. Quando invecchiamo, poi, lo carenza ormonale porta la pelle a perdere elasticità, spessore e riempirsi di rughe.

Gli ormoni sessuali non sono i soli a modificare l’aspetto del nostro volto. I capelli, l’ornamento della testa, possono cadere o diventare più sottili a causa dell’ipotiroidismo.

Questa carenza provoca anche un diradamento delle sopracciglia: se, poi, scompare un terzo delle sopracciglia, nel lato esterno, si tratta del segno di Hertoghe (dal nome dell’endocrinologo che l’ha rilevato): un chiaro indice di un’inefficienza della tiroide.

Se le palpebre appaiono cadenti può non trattarsi di un segno dell’avanzare dell’età, ma di una carenza del GH o ormone della crescita.

Piccole escrescenze giallognole sulle palpebre, chiamate xantelasma, sono depositi di colesterolo. Possono essere semplicemente un inestetismo, ma anche essere le avvisaglie di una maggiore vulnerabilità ai disturbi cardiocircolatori.

Uno studio dei Medici danesi Anne Tybjærg-Hansen e Mette e Christoffersen ha messo in evidenza che, questi accumuli, assieme ad altri segni come la comparsa della chierica (una calvizie tonda localizzata dietro il cranio), l’arretramento della linea dei capelli (nell’uomo) e la presenza di una piega sul lobo dell’orecchio possono essere segni di rischio cardio-vascolare.

I ricercatori hanno utilizzato dati del Copenhagen Heart Study, che comprendeva 10.885 persone di età superiore ai 40 anni.

Nel corso dello studio, che ha coperto un arco di 35 anni, 3.401 partecipanti hanno sviluppato malattie cardiache e 1.708 hanno avuto un infarto.

L’indagine ha riguardato 5.828 uomini e 5.057 donne. Considerando separatamente i due sessi, i due medici hanno rilevato che la perdita dei capelli nelle donne non era legata ad un aumento della probabilità di incorrere di malattie cardiache.

Per contro, di 737 uomini che avevano una linea di capelli arretrata, 82 hanno subito un attacco cardiaco; il che significa che l’uomo con questo diradamento ha un rischio maggiore del 40% rispetto a chi mantiene la sua chioma intatta.

Quanto allo xantelasma, é stato riscontrato che la sua presenza fa innalzare il rischio di sviluppare disturbi cardiocircolatori del 35%; anche la fessura sul lobo e la chierica avevano il loro peso nel predisporre l’individuo a queste malattie.

Un altro inestestimo, le occhiaie, può essere la conseguenza di una scarsa produzione di cortisolo; ormone legato allo stress, ma anche all’energia.

Labbra secche o screpolate sono un segno di disidratazione, ma possono essere anche un sintomo di qualcosa di più serio, come l’ipotiroidismo o il diabete; disfunzioni che alterano la regolazione idrica della pelle.

Come, già emerso nello studio danese, una profonda piega al centro del lobo dell’orecchio potrebbe essere un segno predittivo di future malattie coronariche.

Per approfondire
Il Linguaggio Segreto dei Sintomi

Ne danno prova i medici Ersilia Lucenteforte, Marco Romoli, Giovanni Zagli assieme ad altri colleghi, che analizzando numerosi articoli al riguardo hanno concluso che la questa piega é presente nel 67% di chi é affetto da disturbi coronaci e che il rischio di incorrere in questa patologia é 3,3 volte più alto
in chi ce l’ha rispetto a chi ha il lobo uniforme.

Anche variazioni anche minime del colorito della pelle possono essere segno che c’è qualcosa che non va: il pallore, ad esempio, può rivelare la presenza
di anemia; un tono giallastro può essere collegato ad una disfunzione del fegato e labbra bluastre possono essere segno di problemi al cuore o ai polmoni.