Un albero é meglio del Prozac

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gli alberti sono vitrali

Gli alberi sono antidepressivi naturali

L’essere umano é vissuto da sempre circondato da alberi, cespugli e prati: solo da circa un secolo in qua l’urbanizzazione sfrenata ha letteralmente “sdardicato” gli elementi naturali attorno a noi.

Tuttavia, non é stata un’epurazione indolore: studi recenti hanno provato che il verde in città o attorno alle nostre case apporta dei benefici non solo per l’organismo, ma anche per lo stato d’animo e la salute mentale.

Per contro, la sua assenza rende inclini alla depressione, più vulnerabili allo stress e, perfino, indebolisce le capacità cognitive.

E’ un fatto noto che la presenza di alberi in un centro urbano migliori la qualità dell’aria, faccia da barriera al freddo e renda gli spazi circostanti esteticamente più gradevoli.

Va sottolineato, inoltre, che diversi studi hanno dimostrato che l’esposizione a spazi verdi riduce il rischio di morte non accidentale, grazie ad un abbassamento la pressione sanguigna, del livello dello stress, della tendenza alla vita sedentaria e fornendo una maggiore motivazione a fare esercizio fisico all’aria aperta; inoltre, l’attività ginnica negli spazi verdi, si è appurato, potenzia i benefici psicologici e cardiovascolari rispetto a quando la si pratica in ambienti chiusi (palestre o casa propria).

In un nuovo studio, che ha comportato una vasta indagine e contemplato l’esame di un elevato numero di dati, condotto da Omid Kardan, Peter Gozdyra, Bratislav Misic ed altri ricercatori é stato possibile dimostrare una relazione diretta tra quantità di spazi verdi e benessere psicologico.

Kardan e colleghi hanno infatti hanno quantificato gli alberi piantati negli spazi pubblici di Toronto in Canada e, di circa 530.000 arbusti hanno potuto perfino conoscere la specie, il luogo in cui sono piantati e il diametro del tronco. Queste misure sono state integrate con dati rilevati dai satelli degli spazi verdi privati (come il numero di alberi presenti nel giardino di casa).

Inoltre, l’equipe disponeva delle cartelle cliniche di oltre 30.000 residenti della città, in cui veniva riportata la percezione soggettiva del proprio stato di salute psicofisico, l’efficienza cardiaca, la frequenza di malattie tumorali, del diabete, deli disturbi emotivi e psichiatrici e di altre condizioni patologiche.

Una volta determinata la misura dell’impatto sul benessere di fattori come reddito, età ed istruzione, i ricercatori hanno appurato che la sola presenza di alberi procura di per sé un notevole beneficio sulla salute mentale e fisica.

Curiosamente, é emerso che l’effetto maggiore era dato dalla presenza di verde pubblico a paragone con quello del proprio giardino, forse perché a casa propria già ci si sente in un ambiente accogliente, mentre all’esterno le piante mitigano l’impressione anonima e asettica del panorama urbano.

Grazie alla grande mole di informazioni cui potevano accedere gli studiosi sono stati in grado di confrontare l’effetto positivo di alberi in un quartiere con altri fattori demografici ben noti che sono legati al miglioramento della salute, come l’età e la ricchezza.

Così, hanno accertato che il beneficio di avere più di 10 alberi lungo un viale o in un giardino aumenta la percezione soggettiva del benessere in modo paragonabile ad un aumento del reddito personale annuo di 10.000 dollari, al trasferirsi in quartiere d’elité o ad avere 7 anni di meno.

L’analisi dei criteri oggettivi di miglioramento della salute (funzionalità cardio-vascolare, peso forma, metabolismo) ha dimostrato l’avere 11 alberi in più nella propria zona era paragonabile ad un amento del reddito di 20.00 dollari o a traslocare in una zona molto più lussuosa o, ancora, ad essere di un anno e mezzo più giovane.

Secondo gli autori, questo effetto non é dovuto al fatto che gli alberi contribuiscano a creare un clima salutare, ma verosilmente al fatto che l’essere attorniati da alberi procura un senso di buon umore e serenità che agisce anche fortificando l’organismo.

A risultati analoghi ha portato un’altra indagine svolta dai ricercatori Bin Jiang, Dongying Li, Linda Larsen e William Sullivan e pubblicata su “Environment and Behavior”

In questa indagine sono stati coinvolti 160 partecipanti, impegnandoli in un compito snervante per replicare la pressione psicologica vissuta in normali condizioni di vita.

Per approfondire
Il Linguaggio Segreto dei Sintomi

Successivamente, ai volontari sono stati fatti vedere dei filmati 3D di aree urbane che variavano in quanto a densità di copertura arborea (dal 2%
al 62%). La visione di una scena “scarna” o “folta” di alberti era stata lasciata al caso.
Un test somministrato in seguito, ha dimostrato che quanto maggiore era la quantità di arbusti visti, tanto più efficace era il sollievo dallo stress.

Uno studio affine, messo a punto da Diana Grigsby-Toussainta, Kedir Turid, Mark Krupa, assieme ad altri ricercatori, ha messo in luce, inoltre, che l’esposizione ad alberi e spazi verdi é anche un ottimo antidoto all’insonnia.