L’ho fatto senza volere … le azioni in ipnosi

Categories: Articoli, In evidenza, Ipnosi non verbale

Le azioni fatte in ipnosi sono involontarie

Per quanto la mancanza di volontĂ  nel compiere un’azione non sia esclusiva dell’ipnosi è un’esperienza che viene comunemente associata a questa condizione.

In effetti, anche se d’istinto reagiamo ad un forte schiamazzo con un soprassalto, facciamo qualcosa in modo involontario e così se distrattamente chiudiamo la porta di casa lasciando le chiavi all’interno.

Per non parlare di chi soffre di sonnambulismo (cosa che prima o poi sperimentiamo tutti nella vita) che può eseguire dei comportamenti anche complessi senza consapevolezza, intenzione o ricordo.

Per comprendere cosa accade nel cervello quando in ipnosi un soggetto esegue un’azione (in modo, si suppone – involontario-), i neuroscienziati inglesi Quinton Deeley, Eamonn Walsh, David Oakley, assieme ad altri colleghi hanno usato la fMRI (risonanza magnetica funzionale).

Per prima cosa, gli studiosi hanno selezionato 15 individui particolarmente suscettibili al l’ipnosi. Una volta ipnotizzati, Ă© stata data loro la suggestione che la mano destra si muoveva automaticamente. Mentre questo accadeva, la loro attivitĂ  cerebrale veniva monitorata appunto con la tecnica di imaging.

Si Ă©, così, potuto appurare che la percezione di involontarietĂ  era associata a una ridotta trasmissione tra la SMA, area motoria supplementare (la cui funzione Ă© quella di pianificare e coordinare il movimento) e le regioni motorie (quelle che concretamente “tirano i fili” dei muscoli).

Contemporaneamente, Ă© stata rilevata una riduzione dello stato di attivitĂ  nelle sezioni della corteccia parietale – aree BA 7, BA 40 – (responsabile della pianificazione delle azioni motorie e del senso del “libero arbitrio”) e nell’insula (la regione cerebrale che consente alle percezioni corporee di affiorare alla coscienza).

In parole povere, Ă© come se tra i due distretti “cadesse la linea”, con la conseguenza che il soggetto (nella veste dell’SMA) non è piĂą in grado in grado di esercitare un controllo su quanto accade; inoltre, avverte le proprie azioni in modo “distaccato”, come se non gli appartenessero.

Naturalmente, come Ă© stato ampiamente provato dalla ricerca scientifica, questo non significa che il soggetto diventi un automa nelle mani dell’ipnotista, ma piuttosto che “ceda” la guida a chi induce l’ipnosi.

Questo “passaggio di consegne” determina un cambiamento nella qualitĂ  del movimento, che diventa a scatti, esitante e rallentato.

A dare prova di queste caratteristiche del movimento genuino in ipnosi ci hanno pensato gli neuroscienziati Peter Lush, Emilie Caspar, Axel Cleeremans, e altri studiosi con un ingegnoso esperimento.

Per realizzare il loro studio, i ricercatori hanno reclutato 18 soggetti particolarmente suscettibili all’ipnosi e hanno congegnato un compito che misurasse i loro tempi di reazione.

Per determinarlo, gli scienziati hanno affidato al gruppo il compito di premere un pulsante, più rapidamente possibile, dal momento in cui vedevano apparire sullo schermo di un PC l’immagine di un cronometro con la lancetta sullo zero. Dopo un giro completo la lancetta del cronometro virtuale raggiungeva nuovamente il punto di partenza. Quel momento era segnalato da un rintocco e avveniva dopo 250 ms.

Il momento in cui il pulsante veniva premuta dipendeva dalla prontezza del soggetto, che poteva essere in “trance” o vigile oppure la sua azione poteva essere prodotta da una terza persona, che spingeva il dito del partecipante.

Dagli esiti Ă© emerso che, in media, chi era sotto Ipnosi pigiava il tasto dopo 156 millisecondi; in chi subiva la pressione del dito, la lancetta si fermava a 176 ms; per contro, coloro che erano lucidi e premevano il pulsante di propria iniziativa ci mettevano circa la metĂ  del tempo 91 millisecondi.

In conclusione, il tempo di reazione di chi era stato ipnotizzato era pressoché sovrapponibile a quello di chi aveva subito una pressione passiva: sostanzialmente, l’esperimento ha dimostrato che sotto Ipnosi si ha l’impressione che le proprie azioni siano controllata da un agente esterno; cioé (in linea con le credenze popolari), da una sorta di burattinaio.

Per approfondire: Corso di Ipnosi non Verbale ® e Master in Ipnosi non Verbale ®.