Psicosomatica: l’attività fisica rafforza la memoria

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La ginnastica migliora la memoria

Lo stress è una ingombrante, ma inevitabile compagno di vita … almeno in una società così frenetica e esigente come la nostra.

Un recente sondaggio condotto negli Stati Uniti ha messo in luce che 7 americani su dieci si dichiarano snervati e ansiosi ogni santissimo giorno … e noi italiani (ma non è un vanto) non siamo da meno.

Non si tratta solo di un’insidia per il nostro umore, l’energia o la qualità del sonno, ma anche un fattore che compromette la vita di relazione, la salute e perfino la lucidità e la freschezza dei nostri processi di pensiero.

Facilmente, infatti, quando siamo sotto pressione le abilità logiche “perdono colpi” e la capacità di tenere a mente qualcosa può avere la stessa efficacia di un colabrodo nel trattene l’acqua.

Ma un modo per rafforzare la memoria, anche nei momenti più critici c’è e non si tratta di una mnemotecnica, ma di jogging o dell’attività fisica in generale.

Lo studio, recentemente pubblicato sulla rivista “Neurobiology of Learning and Memory” e condotta dagli scienziati Roxanne Miller, David Marriott, Jeffrey Edwards, assieme ad altri colleghi, ha dato prova che la ginnastica riduce l’impatto dello stress cronico sull’ippocampo, la parte del cervello responsabile dell’apprendimento e della memoria.

All’interno dell’ippocampo, la formazione e il consolidamento dei ricordi si realizza nella maniera più efficace quando le sinapsi (le connessioni tra i neuroni, che , potremmo dire, mantengono la traccia mnemonica) vengono rafforzate nel tempo.

Questo processo di rafforzamento sinaptico è chiamato potenziamento a lungo termine (LTP); una sorta di “manutenzione” periodica dei collegamenti fra i neuroni.

Lo stress cronico o prolungato indebolisce le sinapsi, che diminuiscono l’LTP e alla fine deteriorano le memorie.

Lo studio di questi ricercatori ha messo in luce che quando in periodi critici si mantiene l’abitudine di praticare dell’attività sportiva i livelli di LTP invece di ridursi, rimane normali.

Per giungere a queste conclusioni, Edwards e colleghi hanno condotto degli esperimenti sui i topi.

Un gruppo di roditori era stato messo in delle gabbiette dotate di ruote sui potevano girar per un periodo di 4 settimane (in media era con avessero percorso 5 km al giorno); un altro di ratti era stato tenuto in delle gabbie prive di qualsiasi tipo di “attrezzatura ginnica”

Successivamente, la metà di ciascun gruppo è stata esposta a situazioni stressanti, come camminare su una piattaforma sopraelevata o nuotare in acqua fredda.

Un’ora dopo queste “tribolazioni” il cervello dei topi era stato esaminato con delle rilevazioni elettrofisiologie per misurare l’LTP.

Si è potuto, così, accertare che I topi stressati che avevano fatto “ginnastica” avevano una LTP significativamente maggiore rispetto ai topi stressati che avevano “poltrito”.

Per approfondire
Il Linguaggio Segreto dei Sintomi

Edwards e i suoi colleghi hanno anche scoperto che i topi “strapazzati”che si tenevano in “forma” mostravano performance non dissimili dai loro compagni non stressati che giravano sulla ruota.

in un esperimento, ad esempio, i ratti che mantenevano in allenamento facevano moti meno errori rispetto ai topi sfaticati, dimostrando in questo modo che fare dell’attività fisica attiva un processo fisiologico che mantiene salde le concatenazioni tra i neuroni dell’ippocampo ed è in grado di arginare
gli effetti negativi dello stress, conserva integri i ricordi e inalterate le capacità di apprendimento.

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