Gli uomini preferiscono le … rosse

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Le teste rosse? Persone uniche!

La rarità colpisce, attira l’attenzione e suscita curiosità. Questo principio vale anche per il colore dei capelli: a seconda della regione geografica in cui viviamo vediamo tante teste castane o bionde, ma dovunque ci imbattiamo in pochi individui dai capelli rossi, che risultano delle vere e proprie “mosche bianche”.

Questa tinta è dovuta ad una massiccia presenza ddi pigmento giallo-rosso chiamato feomelanina. (le brune producono la più comune eumelanina, un “colorante” marrone scuro.) La produzione copiosa di feomelanina di una rossa è il risultato di mutazioni o varianti del gene MC1R. Le teste rosse hanno due copie di questo allele (l’elemento portatore di una caratteristica, che se è la stessa da parte di ogni genitore da luogo alla sua espressione).

La peculiarità delle rosse (ma anche degli uomini con quella tinta) non si imita alla zazzera, ma si estende ad alti aspetti che rendono chi ha questo “look” un vero diverso…tanto più che si é stimato che riguarda solamente l’uno o due percento della popolazione.

La stessa mutazione MC1R che rende ramati i capelli, provoca il rilascio i loro nel cervello di una molecola che mima l’azione delle endorfine (gli equivalenti endogeni della morfina, che hanno un effetto antidolorifico). In conseguenza, di questa presenza, le teste rosse hanno reazioni paradossali al dolore: ad esempio, sono ipersensibili ai raggi ultravioletti e quindi sono facili alle scottature solari e più insofferenti al calore; in compenso, hanno una soglia più alta del comune agli shock elettrici.

Un team dell’università di Louisville, guidato dall’anestesista Daniel Sessler, ha scoperto che chi ha i capelli rossi necessita di un 19% percento in più di anestesia generale (inalata) rispetto alle loro controparti dai capelli scuri; la stessa equipe ha rilevato che anche un anestetico locale (la lidocaina) ha meno effetto sule rosse.

Sarà per la consapevolezza di reagire poco all’enestesia locale, come hanno provato i dentisti e ricercatori Catherine Binkley, Abbie Beacham e William Neace, assieme ad altri colleghi, che le chiome fulve hanno paura di provare dolore nel corso di una cura dentale e la tendenza, parecchia ansia a recarsi dal dentista, se possono, evitano di andarci.

Tra i popoli europei che vivono alle latitudini più a nord, la concentrazione di teste rosse è notevolmente maggiore rispetto a chi vive più a sud). Il motivo è presto detto: nel corso delle migrazioni dalla culla dell’umanità, l’Africa, la pelle si è schiarita, a discapito della facoltà degli organismi di provvedere al fabbisogno di vitamina D (che viene metabolizzata dall’organismo grazie all’esposizione al sole), cosa che però non é successa a chi ha la chioma fulva, che in grado di fare tutto da sé (sicuramente grazie ad una mutazione, sempre legata allo stesso gene, legata al fatto di vivere dove l’irradiazione solare é scarsa).

Lo stereotipo di una testa rossa é che, oltre ad avere i capelli di una tinta inusuale, abbia una pelle diafana. Se é questo é vero per le popolazioni caucasiche, non vale per le minoranze ramate che vivono in Tunisia e in Nuova guinea: queste ultime hanno, comunemente, la pelle scura o, quanto meno, ambrata.

Corre voce che le rosse siano particolarmente focose a letto. Sembra che questa fama sia fondata. A provarlo è un indagine del ricercatore Werner Habermehl, che ha studiato le abitudini sessuali di centinaia di donne tedesche e poi ha confrontato i risultati con il loro colore di capelli.
Ne é emerso che le donne dai capelli ramati sono più disinibite, attive e hanno più partner sessuali rispetto alle loro pari castane o bionde.

Per approfondire
Il Linguaggio Segreto dei Sintomi

Chi ha la testa ramata ha più facilità di essere schivo, inibito, ansioso o depresso rispetto alla popolazione generale, ma questo non ha niente a che
a fare con una supposta predisposizione genetica, ma con il fatto che spesso chi ha questa tinta viene emarginato, é oggetto di scherno e, soprattutto, il bersaglio preferito dei bulli.

Uno studio dell’Avon Longitudinal Study of Parents and Children ha, infatti, messo in evidenza che l’esperienza di essere vittima di bullismo può causare più danni all’equilibrio emotivo e psicologico di qualsiasi altra forma di maltrattamento sui minori.