Psicosomatica: praticare dello sport mantiene il cervello in salute

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Sport per il cervello

Come tenere il cervello efficiente e “arzillo”? La prima cosa che ci viene in mente sono letture, parole crociate, risoluzione di rebus, ecc., ma nuovi studi hanno dimostrato che il modo migliore per tenerlo in esecizio é fare con costanza e impegno dell’attività fisica.

Mantenere attivo il cervello è essenziale per mantenere lucidità, memoria, elasticità mentale.

Per conservare integre queste capacità ci viene consigliato di fare le parole crociate, di leggere, o di fare dei calcoli aritmetici a mano, ma L’avreste mai detto che uno dei modi migliori sia tenere un elevato tono muscolare?

Eppure, é quanto hanno dimostrato i medici inglesi Claire Steves, Mitul Mehta, Stephen Jackson e Tim Spector. Per giungere a queste conclusioni, i ricercatori Gli scienziati hanno esaminato un campione di 324 gemelli femminili in salute, selezionandoli dal registro dei volontari TwinsUK (Gemelli del Regno Unito).

I soggetti sono stati tenuti in esame per un periodo di 10 anni, a partire dal 1989. Le loro facoltà cognitive sono state misurate sia all’inizio sia alla fine del decennio.

Inoltre, sono state tenuti in debita considerazione fattori di rischio per la salute e l’efficienza mentale come l’ambiente e le abitudini di vita, il consumo d’alcol o il vizio del fumo, la familiarità di certe malattie, ecc.

Inoltre, è stata misurata la massa muscolare della coscia (il fascio di muscoli più grosso del corpo). Le sue dimensioni sono state prese come segno indiretto della attività sportiva.

Sorprendentemente, è emerso che proprio quest’ultimo metro (tono e spessore dei muscoli femorali) era il migliore indicatore della capacità di preservare l’efficienza mentale.

Decisamente, un parametro insolito e originale, ma che ribadisce quanto emerso in studi precedenti, come la meta-analisi (un tirare le somme di numerose ricerche condotte su uno stesso ambito) dai medici Francesco Sofi, Debora Valecchi e Duccio Bacci, assieme ad altri colleghi.

Questi studiosi hanno esaminato tutte le pubblicazioni di indagini che, fino al 2010, avessero come tema l’associazione tra attività fisica e declino cognitivo in soggetti sani.

Nel complesso, gli studi hanno raccolto un campione di ben 33.816 soggetti, tenuti “d’occhio” per un periodo che andava da 1 a 12 anni. L’analisi nel suo complesso ha dato prova che, a paragone con i sedentari, chi aveva praticato regolarmente attività fisica in modo sostenuto aveva il 38% di probabilità in meno di dare segni di demenza; per altro, anche coloro che facevano sport in modo moderato il rischio calava del 35%.

Questi effetti “miracolosi” sono mediati da diversi fattori, Esaminando gli studi al riguardo, i neurologi Carl Cotman e Nicole Berchtold hanno messo in evidenza come la pratica dell’attività sportiva determini un aumento de livelli di BDNF, fattore neurotrofico cerebrale (una sostanza che costruisce al metabolismo del cervello e alla generazione di nuovi neuroni ); oltre a rendere il sistema nervoso centrale più “solido” e “resistente”.

Per approfondire
I Segreti dell'intelligenza corporea

Recentemente, gli psicologi Laura Chaddock-Heyman, Kirk Erickson, Joseph Holtrop e altri ricercatori hanno scoperto che l’attività fisica è anche associata a una migliore integrità della sostanza bianca. di bambini di età compresa tra 9 e 10 anni; analogamente, gli studiosi Michelle Voss, Susie Heo, Ruchika Prakash, assieme ad altri colleghi, hanno rilevato la stessa connessione anche in soggetti anziani.

L’integrità della sostanza bianca è legata a una conduzione neurale più rapida tra regioni cerebrali e prestazioni cognitive superiori.