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Una ricerca condotta all’Università di Toledo dimostra che si tratta dei segnali che possiamo cogliere con la vista.

Quando siamo assieme a qualcuno che ci interessa o con cui abbiamo un legame, sentiamo la necessità di trovare conferme dell’interesse o del sentimento dell’altro.
Generalmente cerchiamo di ottenere queste rassicurazioni attraverso una domanda più o meno diretta.
Tuttavia, questo è il modo meno attendibile per accertarci di cosa prova veramente il partner; con la parola, infatti, può facilmente mentirci o dire qualcosa che, se da un lato ci rincuora, dall’altro non ci toglie quel vago senso di incertezza e di dubbio che ci aveva spinti a svelarci.
Recentemente, due studiosi dell’Università di Toledo in Spagna hanno stabilito con un esperimento che i segnali che ci consentono una maggiore accuratezza nel valutare una relazione sono quelli visivi, cioè comportamenti come l’orientare il corpo in direzione dell’altro, cercare il suo contatto o scambiarsi sguardi prolungati.
Per arrivare a questa conclusione hanno chiesto ad un gruppo di osservatori di giudicare il tipo e l’intensità del rapporto tra due individui sulla base di indici diversi: una trascrizione scritta dell’interazione, una registrazione audio del dialogo, un video, un video con tanto di sonoro e infine una ripresa filmata assieme alla trascrizione della conversazione.
Esaminando i risultati, i ricercatori hanno verificato come le valutazioni più precise venissero fatte da chi si era basato solo sulla scena filmata senza l’audio;
l’aggiunta del sonoro non solo non incideva sull’attendibilità, ma in alcuni casi portava a distorcere il senso di quello che si era visto.
Questa indagine, ci suggerisce che se vogliamo capire quello che prova una persona cui siamo legati o da cui siamo attratti dobbiamo cercare di distogliere l’attenzione da quello che dice e dice di fare e concentrarci su quello che realmente fa.
Così, ad esempio, se il nostro partner dopo una discussione, sbraita che se ne va di casa, ma non fa cenno di muoversi né orienta il suo corpo come fosse sul punto di farlo, significa che è una minaccia a vuoto.
O ancora, se un uomo cerca di baciare una donna e quest‘ultima gli dice che di «andarci piano« ma, al tempo stesso, porta il volto verso di lui, vuol dire che in realtà quel bacio lo desidera.
In modo analogo, la casalinga che, di fronte alla proposta del venditore porta a porta, gli dice che non è interessata e mantiene la porta aperta come in attesa di qualcosa, contraddice quello che esprime sul piano verbale.

* Lo studio citato é: Jon E. Grahe, Frank J. Bernieri: The importance of nonverbal cues in judging rapport; J of nonverb. Behav, vol. 23, n° 4 inverno 1999

Per approfondire l’argomento:

Marco Pacori:
I Segreti del
Linguaggio del Corpo

ed. Sperling&Kupfer,
ottobre 2010
Marco Pacori:
Il Linguaggio del
Corpo in Amore

ed.Sperling&Kupfer,
ottobre 2011
Marco Pacori:
Il linguaggio segreto
della Menzogna

ed.Sperling&Kupfer,
ottobre 2012

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