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Lo sguardo ci dice se é amore

Lo sguardo ci dice se é amore

Lo sguardo é uno dei più potenti e affidabili segnali per rivelare l’attrazione interpersonale: più é ripetuto, più é lungo, più sosta sugli occhi dell’altro maggiore é il desiderio che esprime.

Se poi é reciproco l’interesse aumenta ulteriomente: perfino, quando guardarsi occhi negli occhi viene fatto intenzionalmente. E’ quanto sostengono gli psicologi Joan Kellerman, James Levis e James Laird.

Questi studiosi hanno invitato un gruppo di partecipanti (perfetti estranei), a sedersi a due a due; l’uno di fronte all’altro. In una condizione sperimentale i volontari erano istruiti a portare gli occhi sulle mani dell’altro; nell’altra, a incrociare lo sguardo del compagno di “squadra”.

Bene, in quest’ultimo caso, é emerso che lo scambio di sguardi diventava una specie di “pozione d’amore”: infatti, rispetto alla situazione più neutra, il “collega” veniva trovato più interessante, accattivante e di bell’aspetto.

Questa scoperta può tradursi in una sottile strategia di seduzione: se i nostri occhi si intrecciano con lo sguardo di un’altra persona e quest’ultima ci alletta, guardarla nuovamente e magari in modo veloce e discreto può aumentare le nostre chance di piacergli/le.

Una volta mossi i primi passi; iniziate le danze e dopo il “ping pong” delle prime battute, possiamo chiederci se l’altro ci veda come possibili partner o se ci pensi come potenziali complici di di una notte di passione. Anche qui ci viene in aiuto la psicologia.

Avvalendosi dell’Eye traking (un’apparecchiatura per tracciare la mappa dei movimenti oculari) Mylene Bolmont, John Cacioppo e Stephanie Cacioppo sono stati in grado di isolare il tipo di sguardo di chi ci prova per “diletto” e chi, invece vive un genuino trasporto nei nostri confronti.

Stephanie Cacioppo ha dimostrato con precedenti studi che quando proviamo amore o semplice lussuria si attivano aree diverse del cervello. Ha così riflettuto che, se questo accadeva per il sistema nervoso centrale, verosimilmente la stessa differenza si sarebbe riflessa in schemi di comportamento diversi.

Considerata l’importanza dello sguardo nelle interazioni amorose, la ricercatrice e i suoi colleghi hanno così deciso di concentrarsi sui movimenti degli occhi e per averne un riscontro scientifico hanno appunto fatto uso dell’eye traking.

Una volta reclutato un certo numero di partecipanti per gli esperimenti, sono stati fatti vedere loro una serie di fotografie in bianco e nero che ritraevano delle persone sconosciute.

Nella prima parte dello studio, i volontari hanno visto delle immagini di giovani coppie di adulti eterosessuale che si stavano guardando o che interagivano tra di loro. Nella seconda tranche, invece, le foto riguardavano degli individui di sesso opposto che guardavano in direzione della videocamera (per dare, in questo modo, l’impressione che stessero fissando i volontari).
Tutte le foto erano “caste”: nel senso che non venivano rappresentate né scene di nudo, né atteggiamenti erotici.

Durante entrambe le sessioni, dopo aver visto le immagini, i partecipanti dovevano commentare nel più breve tempo possibile se nelle foto ravvisassero atteggiamenti sessuali o romantici nelle persone ritratte (questo valeva sia per le foto di coppie, sia per i ritratti di soggetti singoli che fissavano l’obiettivo): nonostante le aspettive fossero diverse, gli sperimentatori hanno constatato che il tempo che ci mettevano nell’emettere i propri giudizi in un senso o nell’altro era lo stesso.

Per approfondire

Il risultato più significativo é emerso dall’esame dei tracciati dell’eye traking: chi percepiva una “tensione sessuale” nelle foto portava lo sguardo sul corpo dei soggetti ritratti (non necessariamente sulle regioni a valenza erotica); coloro, invece, che coglievano, una “sfumatura romantica” , si concentravano soprattutto sui volti.

Il risvolto pratico di questo studio dimostra che se interagiamo con qualcuno con cui stiamo flirtando e il suo sguardo staziona maggiormente sulla nostra faccia, prova un interesse sentimentale nei nostri riguardi; se, invece, si abbassa al di sotto delle nostre spalle, le sue intenzioni sono di tipo “carnale”.

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