
Lo stress fa ammalare
Disturbi, dolori, malattie non dipendono solo da cause fisiche, ma possono essere originati da situazioni emotive difficili, stress e traumi. Marco Pacori, psicoterapeuta, ne ha scritto un libro,
“Il Linguaggio segreto dei Sintomi“, dove spiega, con molti esempi concreti, come si possono riconoscere e risolvere i sintomi che derivano da conflitti, dispiaceri o delusioni.
Le emozione negativa possono scaricarsi su un organo bersaglio preferito o su precisa una parte del corpo, ma può accadere anche il contrario: cioè che malesseri e patologie dell’organismo incidano sulle funzioni nervose e cerebrali e quindi sul nostro umore e sulle nostre capacità mentali.
Proprio prendendo spunto dal libro é nata l’intervista che segue.
Se cadono i capelli, è uno shock
Una chioma più fragile o una caduta anomala può avere diverse cause, tra cui un’alterazione dell’equilibrio ormonale o l’assunzione di farmaci.
*Anche uno stress prolungato o uno shock emotivo, come un lutto o un’esperienza traumatica, possono accelerare o anticipare il naturale ricambio dei capelli, procurando un rapido e intenso diradamento.
*Solitamente, superato il periodo di stress, il problema si risolve da sé.
Sei preoccupato? Occhio al colesterolo
Una dieta ricca di grassi, i problemi alla tiroide, la familiarità sono spesso alla base di un alto livello di colesterolo. E’ dimostrato, però, che anche ansia e collera possono fare lo stesso effetto.
I sentimenti di rabbia, invidia, risentimento, frustrazione o eccessiva preoccupazione, predispongono l’organismo a una condizione di allerta. Il cortisolo e l’adrenalina mobilitano le riserve energetiche del corpo, “liberando” i grassi e rilasciandoli nel sangue.
Se la condizione di stress permane, questa reazione determina un persistente eccesso di colesterolo in circolo, aumentando il rischio di malattie cardiovascolari. Al contrario, un livello troppo basso di colesterolo è associato alla depressione e all’autolesionismo, poiché le membrane dei neuroni sono composte soprattutto di colesterolo e quando questo è carente si altera il metabolismo della serotonina, il neurotrasmettitore maggiormente implicato nella depressione.
Ipertesi o sotto pressione?
I valori della pressione sanguigna indicano la forza esercitata dal sangue sulle pareti delle arterie. Se la condizione di ipertensione si mantiene nel tempo danneggia i vasi sanguigni, rendendoli fragili
Lo stress può essere una causa dell’ipertensione. Quando il corpo è in fase di allerta, infatti, mette in circolo una quantità considerevole di ormoni vasocostrittori, che hanno la funzione di ridurre un eventuale sanguamento in caso di ferite. Proprio la presenza di questi ormoni può essere la causa dell’ipertensione.
Le questioni di pelle
Circa il 30% dei disturbi dermatologici, come dermatiti, orticaria, brufoli nasconde un disagio psicologico. La pelle e il sistema nervoso centrale nascono dallo stesso tessuto embrionale e la connessione permane per tutta la vita.
*La superficie interna della pelle è disseminata di recettori che “captano” le molecole chimiche rilasciate dal cervello e dagli altri organi in risposta allo stress.
Quando ansia, preoccupazione e depressione si protraggono e gli ormoni dello stress sono sempre presenti, si altera la funzione barriera della pelle contro gli agenti esterni e la cute diventa più fragile.
L’intestino “ansioso”
L’intestino infatti possiede una “rete” di 150 milioni di cellule nervose, al punto da essere considerato un secondo cervello.
*Una condizione di ansia o stress porta a un’alterazione della flora intestinale: calano i batteri “buoni”, che aiutano la digestione, mentre aumentano quelli “cattivi”, che causano dolore e senso di gonfiore. Chi è in ansia, inoltre, tende a cambiare stile di vita e abitudini alimentali: beve meno acqua, eccede con gli alcolici, mangia cibi più pesanti.
I legamenti sono più fragili
Quando si è sotto pressione si tende a inciampare, prendere storte e fare più cadute: come mai?
*Questo accade perché lo stress porta a una lassità dei legamenti, i “sostegni” dell’apparato locomotorio. Indebolendosi, fanno perdere la coordinazione e la resistenza muscolare, aumentando la frequenza con si tende a mettere “i piedi in fallo”.
Arrabbiati e contratti
La rabbia trattenuta, ma anche la paura e lo stress, creano una compressione di muscoli, nervi, tendini e legamenti e riducono l’afflusso di sangue e ossigeno. I muscoli si riempiono di acido lattico e innescano un processo che crea dolori, spasmi, formicolii.
La tensione costante dei muscoli porta a una pressione eccessiva delle vertebre che schiacciano i nervi e causano dolore irradiato su schiena, braccia, bacino e gambe.
La frustrazione dà il mal di testa
La cefalea muscolo-tensiva è provocata da una contrazione involontaria dei muscoli del volto, del collo e del cranio.
*Le cause sono molteplici, ma le più comuni sono stress, ansia, depressione e carenza di sonno, ma anche rabbia repressa, frustrazione, o uno sforzo intellettuale eccessivo.
Il calo di serotonina determina poi un abbassamento della soglia del dolore, contribuisce all’insorgenza della cefalea e ne determina l’intensità.
Disagio emotivo e allergie
Lo stress può aumentare l’intensità di un attacco di allergia, ma anche aggravarlo e rendere l’organismo meno reattivo ai farmaci.
Una situazione di disagio emotivo può infatti influenzare l’efficienza del sistema immunitario, la cui risposta inadeguata ad agenti considerati comuni è la causa delle allergie. In particolare, l’ansia sarebbe una delle cause principali delle allergie cutanee.
Il cattivo di turno: il ruolo del cortisolo
Il cortisolo è un neurormone prodotto dalle ghiandole surrenali su impulso dell’amigdala, un’area del cervello. Il suo compito è di mobilitare le risorse dell’organismo per fare fronte allo stress e alle emergenze.
Se la situazione di stress si prolunga, la sua azione mantiene alta la glicemia, aumentando il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2, cioè quello che si manifesta in età adulta.
Il cortisolo ha anche il compito di inibire la proliferazione di citochine, responsabili dei processi infiammatori, consentendo così all’organismo di mantenersi efficiente.
Quando lo stress si protrae, il cortisolo perde il suo effetto e le citochine vengono prodotte in maniera incontrollata, predisponendo allo sviluppo delle malattie autoimmuni.
Qualche “dritta” Per ridurre lo stress
Una volta esclusa l’origine organica di un disturbo, si può tentare di risolverlo diminuendo o eliminando la fonte di stress o i carichi emotivi.
* L’attività fisica aiuta ad aumentare i livelli di serotonina. Basta una passeggiata di 30/40 minuti, nella natura o in un parco per allontanare le preoccupazioni.
* Dedicarsi a un hobby, coltivare i propri interessi o frequentare gli amici aiuta ad allontanare i “cattivi pensieri” e a rilassarsi
* Spegnere tablet e cellulare quando si torna a casa dal lavoro serve a staccare la spina e a dimenticare le tensioni o i problemi professionali.
* Andare a dormire sempre alla stessa ora e dedicare al riposo notturno almeno 7/8 ore senza interruzioni aiuta a diminuire i livelli di cortisolo
*Una dieta povera di grassi e zuccheri e ricca di frutta, verdura e cereali integrali aiuta a mantenere l’organismo sano e nel peso ottimale, riducendo il rischio di diabete, ipertensione e disturbi cardiovascolari.
L’Intervista:
Abbiamo rivolto alcune domande al Dottor Marco Pacori, psicologo, psicoterapeuta specializzato in ipnosi.
La mente cura o previene?
“Può fare l’uno e l’altro. Se siamo sereni, equilibrati, felici o ottimisti questi atteggiamenti possono fare da argine allo sviluppo delle malattie. Se, al contrario, siamo pessimisti, viviamo in solitudine, ci sentiamo sotto pressione, siamo insoddisfatti o frustrati, soffriamo d’ansia o siamo spesso di malumore è più facile che l’organismo si ammali”
Perché la mente può fare ammalare il corpo?
“Quando siamo sotto stress, questo stati d’animo si concretizza sotto forma di sostanze chimiche. L’amigdala, la regione del cervello che presiede alle emozioni, secerne neuropeptidi, sostanze che hanno la funzione di attivare le strutture cerebrali e ghiandolari per permettere all’organismo di fare fronte a una presunta minaccia. Aumentano così il tono e la reattività muscolare, la frequenza cardiaca, la pressione, la forza.
Per approfondire |
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Quando, però, la condizione di allerta permane il sistema immunitario si indebolisce e si diventa più vulnerabili alle infezioni. Una rabbia repressa porta a una maggiore concentrazione nell’organismo di omocisteina, un aminoacido che aumenta il rischio di patologie cardiocircolatorie”.
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