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I depressi preferisco l'anonimato

la depressione e l’anonimato

Naturalmente il titolo é provocatorio, ma da uno studio sulla scelta dell’abbigliamento di chi é depresso é emerso che i jeans sono il capo più “gettonato”; probabilmente perché sono anonimi (specie nel paese in cui é stata condotta la ricerca, gli U.S.A.) e rendono “invisibili”.

Chi è depresso perde interesse per il mondo intero e si lascia andare: di conseguenza, questo atteggiamento si riflette anche nel suo aspetto e nella cura della sua persona.

Nell’insieme, chi ha l’umore sotto i tacchi appare sciatto e trasandato: i capelli sono spesso sfibrati, sporchi e arruffati; le unghie, sporche e incrostate; inoltre, é capace di uscire in vestaglia e ciabatte o di indossare capi spaiati e accostati in modo casuale.

Senza arrivare a condotte così estreme, chi é depresso é apatico, vede letteralmente il mondo grigio (un effetto dovuto a una reale alterazione del funzionamento dei fotorecettori della retina) e si sente perennemente affaticato: questo lo porta a non uscire, a evitare luoghi dove possa incontrare qualche persona conosciuta o che sia affollato (vive il vocio della folla come un “brusio”): quindi, tende a fare pochi acquisti in generale e, meno che mai nell’abbigliamento. Inoltre, proprio per la sua condizione non ha nessun criterio nella scelta del vestiario o indossa giorno dopo giorni gli stessi abiti.

Il “look” indicato sopra lo si vede nei casi limite, ma é possibile individuare dei segni di una depressione larvata dallo stile dell’abbigliamento.

Lo hanno scoperto gli psicologi Ben Fletcher e Karen Pine, riercatori presso l’Università di Hertfordshire. Questi studiosi hanno coinvolto 100 donne e hanno chiesto loro di rispondere ad un sondaggio in merito ai loro acquisti di vestiario e a dei questionari sullo stato d’animo.

Nel é emerso che il 51% di quelle che soffrivano di sbalzi d’umore, depressione o vivevano un momento triste tendevano a vestire abitualmente abiti sgualciti, spesso di qualche taglia in più, maglioni sformati e jeans.

Per contro, le partecipanti felici o soddisfatte erano più inclini ad indossare abito di buona fattura, che vestissero bene e dai tessuti luminosi e vivaci. Per altro, solo un terzo di queste ultime ha dichiarato che avrebbe indossato i jeans nei giorni migliori. Questo gruppo mostrava una buona attenzione agli abbinamenti e agli accessori, come scarpe o capelli.

E quanto ai colori dell’abbigliamento?

Come emerge da uno studio dei ricercatori Helen Carruthers, Julie Morris Nicholas Tarrier e Peter Whorwell, le persone depresse o ansiose prediligono le tonalità scure e spente, soprattutto il grigio.

Per converso, nella loro indagine chi era sereno e di buon umore prediligeva il blu (non troppo scuro) e il giallo.

La depressione ê una forma di rinuncia alla vita, per cui quale colore può rappresentare meglio questa forma di “lutto” se non il nero?

Il colore nero mimetizza le forme e da quindi la sensazione di essere meno identificabili e di non lasciar trasparire nemmeno le proprie emozioni, i propri pensieri e di nascondere il senso di vulnerabilità; inoltre, quando si è avviliti, si dice di essere d’umore nero, fatto che viene riflesso proprio dalla scelta di abiti in “tinta”.

Per approfondire

Nell’indagine di Fletcher e Pine é emerso che, non solo la scelta di un certo tipo di abbigliamento o di colore riflette come ci sente, ma a sua volta lo influenza.

Così, se ci si veste in modo curato e vivace ci sente ancora più “elettrizzati”; per contro, se ci si mette addosso quello che capita e si scelgono tinte insipide o cupe, si diventa ancora più avviliti e scontenti.

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