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Fare sport rigenera il cervello

Conosciamo le piastrine del sangue per il loro effetto tampone quando ci feriamo, ma chi l’avrebbe detto che contribuiscono anche alla proliferazione dei neuroni e che (cosa ancora più sorprendente) questo effetto viene mediato dall’esercizio fisico?

È quanto ha scoperto un’equipe di scienziati australiani e tedeschi, capitanati dai ricercatori Odette Leiter, Suse Seidemann e Rupert Overall.

È un fatto ampiamente accertato che l’esercizio fisico sia un toccasana per il cervello Già nel 1999, un team di studiosi, guidati  dalla biologa Henriette Van Praag, ha messo in luce questo stupefacente effetto. 

In quello studio, infatti, era stato rilevato che in dei topolini che potevano correre sulla ruota, a paragone dei loro “pari” con gabbie non accessoriate con questo “lusso”, un incremento di nuove cellule cerebrali nell’ippocampo (la regione cruciale per la memoria).

A distanza di 20 anni, tuttavia, risultava ancora oscuro il meccanismo di questo “miracolo”.

Per scoprirlo, Leiter e la sua equipe hanno condotto una serie di esperimenti su dei topi: alcuni avevano modo di “sgranchirsi” le zampe su una ruota; altri no. I roditori con gabbie dotate di questo “confort” correvano di buona lena, arrivando a “pedalate” di 10 km a notte (come se un essere umano facesse una maratona ogni giorno). 

Dopo quattro giorni di “allenamento” o di “fiacca”, ai topi è stato fatto un prelievo di sangue. Utilizzando la spettrometria di massa (uno strumento che consente di separare e identificare le sostanze  disciolte in una miscela) è stato effettuato  lo screening delle proteine ​​del plasma sanguigno estratto dai topi in corsa e da quelli che avevano “poltrito”.

Nei primi sono state isolate quasi 40 proteine i cui livelli erano considerevolmente più elevati rispetto al plasma estratto dai ratti di controllo.  

Buona parte di queste sostanze erano legate all’attività delle piastrine; inoltre, l’ammontare delle piastrine “pronte all’azione” nei topi era significativamente più alto negli animali che avevano “galoppato”.

Preso atto di questo effetto, 

I ricercatori hanno supposto che proprio le piastrine attivate dall’esercizio fisico potessero essere responsabili dell’incremento di nuove cellule cerebrali (anche per il fatto che le piastrine sono sufficientemente piccole da passare il filtro tra cervello e il resto dell’organismo, la barriera emato-encefalica).

Per verificarlo, gli studiosi hanno 

estratto le cellule staminali dal giro dentato dell’ippocampo dei topi (una delle principali  fucine di nuovi neuroni).  Li hanno fatti proliferare in una cultura apposita e quindi hanno fatto la conta dei neuroni “embrionali” neurali che si erano sviluppati .  Quindi hanno aggiunto al “minestrone” le piastrine “sottratte” ai roditori dell’esperimento. 

Per approfondire
Il Linguaggio Segreto dei Sintomi

È stato così appurato che i precursori di neuroni erano aumentati  del 150% se le piastrine provenivano dai topi corridori; mentre crescevano del 136% con piastrine estratte dai ratti.

In altre parole, le piastrine, che di per sé, hanno la proprietà di far crescere nuovi neuroni, lo fanno considerevolmente meglio se sono “potenziati” dall’attività fisica!

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