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L’esercizio fisico rinsalda i ricordi

La capacità di ricordare nomi, eventi, immagini, ecc. si deteriora quanto più siamo sotto pressione, stressati, in debito di sonno e, soprattutto, con l’avanzare degli anni. Un modo per conservare i ricordi e migliorare la memoria, però, c’é: non si tratta di esercitare le facoltà intellettuali (o non solo), ma di praticare con regolarità dell’attività sportiva.

Anche gli elefanti dimenticano. La memoria, ahimè (ma si dice ancora?) è labile e con lo stress, la carenza sonno e il tempo che passa va di male in peggio.
Certo, tenere la mente allenata (leggendo, facendo le parole crociate e via dicendo) si argina questo deterioramento, ma uno degli antidoti migliori è qualcosa di impensabile: la pratica di uno sport.
È stato, infatti, ampiamento provato che l’esercizio fisico fatto con regolarità aumenta il volume dell’ippocampo (la sede cerebrale della memoria episodica, cioè la capacità di ricordare la successione degli eventi).

Camminare prima di apprendere

Anche fare attività fisica prima di un compito di apprendimento migliora le prestazioni della memoria.
Ne hanno dato prova iricercatori James Haynes, Emily Frith, Eveleen Sng e Paul Loprinzi.
Nel loro studio hanno reclutato 25 partecipanti e li hanno assegnati a una delle seguenti condizioni sperimentali: alcuni volontari hanno effettuato camminata moderata prima dell’apprendimento di una serie di parole; altri hanno fatto attività fisica durante la codifica della parole; un gruppo, poi, ha fatto ginnastica dopo la codifica della memoria e i restanti sono rimasti in panciolle.
Il test sulla memoria che é seguito messo in luce che, rispetto alle altre condizioni, fare dell’attività fisica prima di apprestarsi a memorizzare, rende i ricordi più saldi.

L’esercizio fisico intenso fa ricordare meglio i nomi

Ancora più sorprendente é l’esito di una nuova indagine, in cui, per la prima volta, un’equipe di ricercatori, guidati dal kinesiologo J. Carson Smith. ha dato prova che della ginnastica intensa e breve migliora la memoria semantica (cioè, quella che ci fa associare nomi e la vista di qualcosa al suo significato).

Allo studio ha partecipato un gruppo di 26 “rampanti” persone “attempate” (dai 55 ai 85 anni d’età), alle quali è stato chiesto di leggere una lista di nomi di personaggi famosi e di “illustri” sconosciuti e di indicare chi fosse noto.

Il processo che porta a ricordare nomi celebri attiva un circuito neurale, che é la sede fisica della memoria semantica e che si sa che si “guasta” con l’invecchiamento, causando perdite di memoria.

Prima del test, i volontari hanno fatto
Una pedalata moderatamente intensa (70% dello sforzo massimo) su una cyclette.
Dopo 30 minuti dalla sfacchinata, aveva inizio il test di riconoscimento dei nomi; e, in quel mentre, la loro attività cerebrale veniva esaminata con l’fMRI (risonanza magnetica funzionale).

Per approfondire
Il Linguaggio Segreto dei Sintomi

L’esito ha messo in evidenza che l’esercizio fisico portava a ricordare con maggiore facilità; inoltre, era stato rilevato un significativo incremento dell’attività corticale delle regioni implicate nella memoria semantica: la circonvoluzione centrale frontale, il giro temporale inferiore; la circonvoluzione temporale medio e il giro fusiforme); oltre ad un’intensificazione dell’eccitazione bilaterale dell’ippocampo.

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