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Certi segnali del corpo attirano i malintenzionati

Il leone quando caccia sceglie con accuratezza la preda: la gazzella o la zebra è azzoppata, vecchia o giovane; in tutti e tre i casi quello che li accomuna é la vulnerabilità. La stessa “filosofia” é il criterio che ispira bulli, scippatori e stupratori a selezionare la vittima.

Già in uno delle prime ricerche sul tema, svolta dai ricercatori Mary Myers, Donald Templer, Ric Brown è stato dimostrato che, rispetto a chi non è mai stato preso di mira, le vittime di molestie tendono a essere sottomesse, arrendevoli e solitarie.

Questi atteggiamenti trapelano: lo conferma uno studio condotto dagli psicologi Lynne Richards, Beverly Rollerson e James Phillips: nella loro indagine è emerso, che dopo aver visto delle potenziali vittime in brevi spezzoni filmati, i “voyeur” (tutti uomini) tendevano a indicare come possibili vittime le donne dal modo di fare sommesso e impacciato.

I ricercatori hanno rilevato che chi veniva etichettato in questo modo gesticolava poco, in modo misurato, lieve; inoltre, i movimenti riguardavano quasi esclusivamente mani e piedi. Per contro, le donne che erano percepite come dominanti usavano gesti più netti, ampi e che coinvolgevano braccia e gambe.

In uno studio affine, i ricercatori Betty Grayson e Morris Stein hanno esaminato dei detenuti colpevoli di aggressione sessuale, scoprendo che questi ultimi sceglievano donne che apparissero vulnerabili. Segnali che davano questa idea erano passi brevi e malfermi, gesti scoordinati, posture scomposte, oltre, al fatto di strascicare i piedi mentre camminavano.

Vittime prescelte sono anche le donne che alzano il gomito e, paradossalmente, quelle che hanno subito abusi sessuali da bambine.
Lo hanno provato gli psicologi Kathleen Parks, Amy Hequembourg, è Ronda Dearing.

Questi studiosi hanno selezionato due gruppi di donne; al primo veniva data una dose moderata di alcol; al secondo una “strong”.

Le volontarie, poi, sono state “buttate nella mischia” (in un bar) e il l’ora comportamento è stato filmato.
I ricercatori hanno, così, appurato che mentre le donne che bevevano in modo morigerato mantenevano un certo contegno, le altre apparivano più disinibite e vivaci: ad esempio, mostravano una mimica facciale più espressiva (aggrottavano spesso le sopracciglia; segno di stupore); assumevano posizioni più aperte, si alzavano più spesso e camminavano di più, ma in maniera più maldestra; inoltre, erano più loquaci è disponibili al dialogo.
Questo insieme di segnali le faceva risultare più abbordabili e meno lucide: prede perfette!

Le volontarie che avevano un trascorso di violenze, sotto l’effetto dell’alcol, apparivano meno animate delle colleghe e tendevano ad accigliarsi spesso: condotte queste che possono dare l’impressione che la persona sia in ansia, intimorita e a disagio.

Una nuova ricerca sul tema è stata condotta dagli psicologi canadesi Brittany Blaskovits e Craig Bennell ha voluto accertare se davvero il fatto di avere una certa andatura facesse apparire alcune persone come “deprecabili”, indipendentemente dal loro aspetto fisico o dall’abbigliamenti.

Per questa ragione hanno, per prima cosa, reclutato 28 volontari; dopo averli intervistati sul loro eventuale trascorso di abusi, li hanno fatti camminare lungo un breve percorso. Ia loro “promenade” veniva ripresa da una videocamera e quindi i filmati sarebbero stati valutati da un gruppo di giudici.

Proprio per evitare che la loro valutazione fosse falsata da fisionomia, altezza, corporatura o abiti, i passeggiatori indossavano una tuta con degli adesivi luminosi sulle giunture (caviglie, ginocchia e anche)

I risultati hanno dato prova che l’esperienza di chi era stato vittimizzato condizionava in modo evidente la sua andatura. Una seconda fase dell’esperimento, in linea con questa prima conclusione, ha messo in evidenza che, per quanto non fossero esperti, gli osservatori erano concordi nel riconoscere lo stile di chi sarebbe stato una preda facile.

Putroppo, come hanno dimostrato numerose ricerche, gli psicopatici (e non parliamo di persone stile Annibal Lecter, ma di individui scaltri e senza scrupoli) sono particolarmente abili nel cogliere i segnali non verbali e quindi a selezionare con cura le vittime dei lori soprusi.

Per approfondire

Chi é stato oggetto di bullismo o ha poca stima di sé esprime fragilità ed é un lato ben visibile. Non tutto é perduto, però, gli psicologi Lucy Honston, Stephen Hudson, Michael Richardson e Rebekah Gunns hanno accertato che, con l’apprendimento di tecniche di autodifesa e con la rieducazione del modo di camminare e della postura é possibile dissimulare la vulnerabilità.

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