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Le posizioni del sonno e il cervello

Le posizioni del sonno e il cervello

Dormire di fianco, rispetto a prendere sonno appoggiati sulla scienza o sulla pancia può rimuovere più efficacemente le scorie dell’attività metabolica del cervello e e contribuire a ridurre il rischio di sviluppare malattie neurologiche come il morbo di Alzheimer, di Parkinson o la sclerosi multipla.

E’ questa la conclusione cui sono giunti Hedok Lee, Lulu Xie, Mei Yu, Hongyi e altri studiosi. Il cervello, come gli altri organi del corpo, nella sua attività produce delle sostanze di “scarto” e naturalmente questi “rifiuti” devo essere smaltiti; altrimenti si accumulano e diventano vere e proprie tossine.

Il cervello é immerso in un “bagno” chiamato liquido cerebrospinale; mentre le “intercapedini” tra la materia cerebrale sono intrise di liquido interstiziale.

E’ proprio qui che si riversano i residui metabolici per essere poi drenati all’esterno attraverso il sistema glinfatico (l’equivalente della rete linfatica del resto dell’organismo) e probabilmente anche anche attraverso i vasi linfatici seminascosti nella dura madre (una specie di ammortizzatore tra cervello e scatola cranica) identificati in una recente ricerca.

Questo processo, si è appurato avviene, non durante la veglia, ma nel corso del sonno: quanto più questo é regolare, continuato e ristoratore tanto meglio avviene lo smaltimento.

Hedok e colleghi per verificare se le posizioni in cui si dorme possano rivestire un ruolo in questa “pulizia” hanno usato dei topi.

Ai roditori è stato iniettato un liquido di contrasto e il processo di spurgo é stato monitorato con l’MRI (risonanza magnetica); quindi sono stati messi a riposo in tre posizioni “obbligate”: (di lato; prona (verso il basso), e supina (in su).

L’esito dello studio ha dato così modo di provare che la posizione laterale (per altro, la più comune fra gli esseri umani) é quella che consente il drenaggio migliore.

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