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Roteare gli occhi verso l'altro esprime fastidio

Rovesciare gli occhi é un gesto universale

Alzare gli occhi al cielo é un’azione che tutti abbiamo fatto una volta o l’altra, per esternare un senso di irritazione, stizza o insofferenza.

E’ un segno pressoché universale, commenta l’antropologa Irenaus Eibl-Eibesfeldt nel suo libro “Human Ethology“: “molte culture usano gesti simili per esprimere rammarico o rifiuto e tutti comportano l’atto di distogliere lo sguardo“, precisa la studiosa.

Non é chiaro a che età acquisiamo questo modo di fare; ciò che si sà é che é comportamento tipicamente femminile e che diventa in voga tra le ragazze nel periodo della prima adolescenza.

Il rovesciamento degli occhi è molto più comune tra le -piccole donne- che nei loro coetanei“, puntualizza Marianne LaFrance, docente di psicologia alla Yale University ed esperta di espressioni facciali. “Tra le ragazze di 13 anni, è un modo caratteristico per esprime rifiuto o disprezzo, specie quando ricevono attenzioni innopportune. Quindi è pensato per essere notato e fatto con uno scopo“.

E’ quindi un gesto volontario, tuttavia non sempre viene eseguito per trasmettere un messaggio sociale. In uno studio, i ricercatori hanno chiesto a delle partecipanti di sedersi al terminale del computer, indossare le cuffie e ascoltare una serie di barzellette: alcune prendevano di mira avvocati o altri professionisti; altre gettavano discredito sulle donne. Alle volontarie è stato chiesto di registrare le loro reazioni alle battute sul computer mentre ascoltavano. Quello che non sapevano era che venivano anche filmate, in modo che gli sperimentatori potessero interpretare le loro espressioni facciali.

Abbiamo decodificato un certo numero di espressioni facciali“, ha precisato LaFrance “e [in risposta alle battute sessiste], abbiamo scoperto che roteare gli occhi era tutt’altro che raro“, sebbene le donne in questione fossero davanti ad uno schermo senza nessuno cui indirizzare il loro disappunto.

Perfino John Milton ne “Il Paradiso perduto” del 1667 cita l’atto di roteare gli occhi; é evidente, quindi, che questo gesto viene da lontano, ma le sue radici ci risultavano oscure. A svelarne il mistero ci hanno pensato le psicologhe canadesi Tracy Vaillancourt e Aanchal Sharma, scoprendo anche perché è molto più diffuso nel gentil sesso.

La loro ipotesi era che rovesciare lo sguardo, assieme ad altri segnali analoghi siano una forma di belligenza non “sanguinaria” per la compezione intrasessuale, cioé la contesa per la scelta del maschio.

Per verificare la loro supposizione, le due ricercatrici hanno creato un ingegnoso disegno sperimentale. Hanno, per prima cosa, reclutato 86 donne etereosssuali, di età compresa fra i 19 e i 23 anni. Il compito delle partecipanti era piuttosto semplice: venivano invitate ad accomodarsi in una sala assieme ad un uomo; dopo di ché, entrava una loro pari che poteva vestire in modo sexy oppure “costumato”, ma che non interagiva in nessun modo con i presenti. Quanto accadeva veniva ripreso con delle videocamere nascoste (a insaputa, quindi, dei presenti) in modo da analizzare il comportamento verbale e non verbale della donna che per prima era “entrata in scena” assieme al compagno che le era stato affidato (quindi, aveva “preso possesso del territorio”).

I risultati hanno mostrato che quasi tutte le donne si mostravano ostili nei confronti della “vamp”, la cui unica “pecca” era vestire in modo sessualmente provocatorio. Tra i comportamenti che esibivano in sua presenza c’erano squadrarla dall’alto in basso; dare segni e espressioni facciali di disprezzo e collera e, quando se quest’ultima lasciava la stanza, ridere di lei, ridicolizzare la sua “mise” o far intendere che fosse sessualmente disponibile: l’azione che facevano di più, però, era proprio rovesciare gli occhi all’in sù! Per contro, quando la nuova venuta era vestita in modo classico veniva a malapena notata e non riceva nessun commento quando abbandova la sala.

Per approfondire

In definitiva, l’idea di partenza veniva confermata: roteare gli occhi é un modo “discreto” per esprimere denigrazione e disprezzo e nasce dal contesto della lotta per contendersi le attenzioni degli uomini.

Attenzione però, ammonisce lo psicologo John Gottman sulla base di un suo studio, se prodotto spesso all’interno delle interazioni di coppia, questo segno può presagire un probabile scioglimento del legame nei successivi sei mesi!

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