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La posizione in cui ci addormentiamo influenza sonno e sogni

C’è chi è capace di dormire anche in piedi (e non é solo un modo per descrivere qualcuno con poco sale in zucca 😉), ma buona parte di noi per prendere sonno ha bisogno di assumere una precisa posizione e “bissarla” ogni notte, come fosse una sorta di rito “propiziatorio”.

A seconda delle abitudini e della personalità, qualcuno trova più confortevole dormire a pancia in giù, di lato, abbracciando il cuscino, in posizione fetale e via dicendo.

La posizione dell’addormentamento é un “tranquillante”

Sicuramente, addormentarci in un modo o nell’altro ha un effetto “ansiolitico”, tanto che se siamo costretti a “fare la nanna” in posizioni diverse, con un orientamento del letto per noi insolito, con cuscini eccessivamente morbidi o duri o in “brande” troppo larghe, corte o strette rischiamo di non chiudere occhio.

La postura di quando dormiamo é “sessista”

Alcuni studiosi sostengono che la postura in cui ci addormentiamo rifletta la nostra personalità: questa connessione non, però, non trova ancora un consenso unanime tra gli studiosi. Di certo la posizione in cui ci abbandoniamo fra le braccia di Morfeo influenza la qualità del sonno e il contenuto dei sogni: ad esempio, gli psicologi spagnoli Félix Arbinaga, Inmaculada Tornero-Quiñones e Eduardo Fernández-Ozcorta hanno appurato che le donne tendono ad addormentarsi più facilmente sul fianco destro, mentre gli uomini su quello sinistro.

Il modo migliore per fare incubi

In generale, comunque, chi dorme sul lato “dominante” tende ad avere una peggiore qualità del sonno e ad essere più irascibile (forse anche a causa della carenza di riposo); per contro, chi riposa sul fianco sinistro lamenta una maggiore frequenza di incubi: il motivo va attribuito probabilmente al fatto che la parte sinistra del corpo è legata all’emisfero destro del cervello (la “partizione” emotiva) e dato che il legame é biunivoco questo emisfero può essere sovrastimolato dal mantenimento di quella postura.

Peggio di così “si muore”

“L’Oscar” per le notti più agitate spetta, però, a chi dorme adagiato sulla schiena, affermano i ricercatori canadesi Joseph De Koninck, Pierre Gagnon e Serge Lallier, specie se tiene la testa in linea con il collo, come fosse un unico blocco. L’ipotesi è suffragata dal fatto che i muscoli del collo sono indirettamente governati dalla “formazione reticolare”, una specie di interruttore cerebrale che mantiene un elevato tono muscolare e un alto stato di vigilanza (due condizioni, per altro, sinergiche).

In un’altro studio Calvin Kai Ching Yu, docente presso il Department of Counselling and Psychology della Hong Kong Shue Yan University ha rilevato che, per converso, chi solitamente dorme prono ha maggiore probabilità di essere ansioso, di umore mutevole, emotivamente instabile e di fare brutti sogni (essere rinchiuso da qualche parte, annegare o sentirsi paralizzato, ecc.).

Per approfondire

Certe posizioni sono “erogene”

Lo stesso Yu, studiando più a fondo il fenomeno ha constato che questa posizione rende il corpo più “erogeno”; secondo il ricercatore, infatti, questa postura provocherebbe una pressione su petto, addome, genitali e gambe stimolando sensazioni di eccitazione o di oppressione: non è infrequente, così, che chi dorme prono possa avere sogni a sfondo sessuale, erotico o di essere braccato.

  Categoria: Articoli sul linguaggio del corpo

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