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Lo smog inquina anche la nostra mente

L’atmosfera, specie nei grandi centri urbani é sempre più insalubre: gas di scarico, prodotti dei combustibili industriali e del metano ad uso domestico, pulviscolo, ecc.

Questo inquinamento provoca irritazione, ipersensibilità e affezioni delle vie aree, specie in chi soffre d’asma, di allergie o di complicazioni alle vie aeree, un’acuizione dei sintomi; inoltre, quest’aria “viziata” contribuisce allo sviluppo di afflizioni cardiache e aumenta il rischio di ictus.

Nuovi studi ripetano dati ancora più allarmanti: l’inquinamento altera il metabolismo cerebrale, compromettendo la salute psichica., specie nei soggetti più vulnerabili: bambini e pre-adolescenti.

È quanto hanno scoperto gli psichiatri inglesi Joanne Newbury, Louise Arseneault, Sean Beevers, assieme ad altri colleghi monitorando 2232 bambini dalla nascita fino ai 18 anni di età.
I dati sul loro stato mentale sono stati incrociati con quelli geografici e ambientali.

Lo studio ha rilevato che 623 partecipanti (30,2%) avevano avuto almeno un’esperienza psicotica durante l’adolescenza (dai 12 ai 18 anni di età). L’insorgere delle psicosi era significativamente più frequente tra gli adolescenti con la più alta esposizione al biossido di azoto (NO2) e agli ossidi di azoto (NOx).

Secondo gli autori dello studio l’inquinamento potrebbe provocare la distruzione dell’epitelio nasale e della barriera emato-encefalica (lo struttura che scherma il cervello) e quindi rendere il sistema nervoso centrale suscettibile di alterazioni chimiche e morfologiche alla base delle psicosi.

Inoltre, è stato rilevato che l’esposizione ai gas tossici era connessa a livelli più bassi di vitamina D nel siero; fatto che, di per sé, può essere una concausa nello sviluppo di disturbi psichiatrici infantili.

L’esito di questa indagine indagine è stata confermata e approfondita da un’equipe dell’Università di Cincinnati, guidata dalla biologa Kelly Brunst.

Questi studiosi hanno esaminato il metabolismo cerebrale di 145 bambini con un’età media di 12 anni, confrontando i dati emersi con le loro storia clinica (e nello specifico, il fatto che avessero sofferto di ansia generalizzata) e il luogo in cui erano vissuti (per valutare il grado di inquinamento da gas di scarico).

La neuro-imaging utilizzava un tipo di Risonanza magnetica particolarmente sofisticata per rilevare la concentrazione di mio-inositolo, un metabolita presente in natura principalmente in note come cellule gliali (costituiscono assieme ai neuroni il tessuto nervoso) che contribuiscono a mantenere il volume delle cellule nervose e l’equilibrio dei fluidi nel cervello.

L’analisi ha messo in evidenza che l’aumento dei livelli di mio-inositolo è legato ad una proliferazione di cellule gliali; fatto che, comunemente, si verifica negli stati infiammatori.

Più precisamente, è stato appurato che nei ragazzi esposti di recente ad alti livelli di smog urbano si riscontrava un aumento di mio-inositolo e ad una crescita dei 12% dei sintomi ansiosi; provando così che anche l’esposizione ad un grado elevato di gras predispone allo sviluppo del l’ansia.

Per altro, anche le facoltà cognitive possono essere compromesse come hanno dimostrato i medici Bradley Peterson, Virginia Rauh, Ravi Bansal, in un’indagine condotta con altri studiosi.

Questi ricercatori esaminando l’effetto dell’inalazione di Idrocarburi policiclici aromatici, cioè dei prodotti della combustione di carbone, benzina e perfino della macerazione dei capisti organici (lasciati imputridire nei cassonetti). da parte di mamme in gestazione.

Per approfondire
Il Linguaggio Segreto dei Sintomi

I figli delle mamme maggiormente esposti a questi gas, esaminati in età scolare con l’fMRI, risonanza magnetica funzionale, riportavano al momento dell’indagine una riduzione della materia bianca del cervello; un effetto limitato quasi esclusivamente all’emisfero sinistro.

La conseguenza di questa condizione erano difficoltà di attenzione, problemi di concentrazione e irrequietezza.