In Palmo di Mano

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La lettura della mano


La lettura della mano é una scienza … lo dimostra una serie di ricerche!

A volte è semplicemente un modo per attaccare bottone; altre, uno stratagemma per rimediare il denaro per un pasto e per qualcuno é un vero e proprio mestiere.
Di certo, sarà capitato innumerevoli volte che qualcuno ci abbia proposto di leggerci la mano. E, in alcuni casi, saremo stati noi stessi, mossi da curiosità, interesse o disperazione a rivolgerci a chirologi o chiromanti (se pretendono di essere in grado di predire anche il futuro).

La nostra cultura ci ha portato a pensare che l’idea che in pieghe, solchi e forme del palmo della mano possa esserci veramente “scritto” qualcosa sia solo un’assurda credenza popolare. In effetti, sembra che nessuno sia in grado di dimostrare che da quei segni si possa stabilire quanto sarà lunga la nostra vita, se avremo fortuna nel lavoro o quando troveremo l’amore.

La scienza però questa volta è stata meno scettica dell’uomo della strada e ha scoperto che un fondo di verità c’è: nelle linee e nelle sporgenze del palmo, nei disegni di polpastrelli e dello stesso palmo si possono rintracciare delle “composizioni” che indicano se uno è predisposto a malattie cardiache, se sarà fertile, o se potrà sviluppare altre disfunzioni organiche e addirittura problemi di rilevanza psicologica come un comportamento chiuso, asociale e altamente nevrotico, la schizofrenia, l’autismo e la tendenza alla molestia sessuale.

Questo è dovuto al fatto che solchi della mano e impronte digitali e palmari, che si formano intorno ai 4 mesi di vita, sembra riflettano precise caratteristiche genetiche. La rivista American Journal of Psychiatry ha pubblicato al riguardo uno studio di un’équipe di psicologi, coordinati da Dana Weinstein e condotto su adolescenti dal temperamento schizoide; un carattere contraddistinto dall’essere estremamente schivi, isolati, inibiti e dal mostrare un comportamento e convinzioni smodatamente stravaganti.

Gli esiti della ricerca hanno messo in luce che gli individui con questa disposizione hanno delle vistose diversità nei polpastrelli delle dita corrispondenti delle due mani; mentre di norma sono pressoché identici. Un’indagine affine degli psichiatri Therese Markow e Kevin Wandler ha evidenziato queste stesse irregolarità, ma più marcate, negli schizofrenici. Secondo questi studiosi, maggiore è il grado di asimmetria, più precoce sarà l’esordio della malattia e più rapido il suo progresso. La mancanza di corrispondenza è stata constatata da Nikola Jelovac e altri antropologi croati non solo negli schizofrenici o in chi ha un carattere schizoide, ma anche nei cosiddetti “borderline”, cioè in individui nevrotici al limite della malattia mentale.

Sembra che la presenza o l’assenza di asimmetrie tra dita omologhe possa indicare anche le inclinazioni sessuali. E’ quanto affermano Jay Hall e Doreen Kimura dell’Università di “Western Ontario” a London in Canada. Esaminando le dermatoglifie (come sono dette tecnicamente questi segni) di maschi omosessuali ed eterosessuali, hanno scoperto che i primi mostravano una moderata ma costante diversità tra dita analoghe delle due mani; fatto non riscontrabile invece nel gruppo di eterosessuali.

Un altro disturbo del comportamento, l’autismo, caratterizzato da una più o meno accentuata incapacità di relazionarsi e da comportamenti ripetitivi e a volte aggressivi, può essere diagnosticato sin dalla nascita con l’analisi delle dermatoglifie. Una ricerca dello psichiatra Harry Walker, pubblicata su Journal of Autism in Child and Schizophrenia ha svelato che gli autistici mostrano un’anomalia di due comuni disegni che tutti abbiamo sull’estremità delle dita e sul palmo: archi, cioè linee arcuate, e spirali, di forma concentrica. In chi mostra questo quadro del carattere, le spirali sono in quantità significativamente più alta che nella media, mentre gli archi sono pochissimi. Un’altra peculiarità, presente invece dalla mano, è la quasi totale inesistenza di linee trasversali.

Un altro studio sui segni palmari e dei polpastrelli degli autistici, realizzato da un gruppo di biologi del dipartimento di genetica e di biologia animale dell’Università di Bilbao in Spagna, ha messo in risalto inoltre che nelle ragazze con questa personalità è rilevabile una bassa frequenza di anse radiali (simili ad insenature e orientate verso il radio) vicino al margine sinistro del palmo.

Un altro segno anormale lo mostrano nel cosiddetto angolo “atd”, un angolo formato da un vertice, che si trova nella parte bassa e centrale del palmo, e da altri due punti: il primo sotto l’indice; il secondo, alla base del mignolo. Solitamente è nella misura di circa 45°, mentre nelle giovani autistiche è notevolmente più aperto. Anche la dislessia, il non essere in grado di leggere, che comporta spesso grossi disagi negli studi e conseguenze negative sulla stima di sè, da luogo a particolari conformazioni su palmo e polpastrelli.

In particolare, maschi e femmine dislessici hanno alterato il valore chiamato “tratto a-b”. Questa misura é data dal numero di linee che attraversano un’immaginaria riga che va dalla base dell’indice, punto noto come monte di giove, alla radice del medio (il monte di saturno). Normalmente il tratto è approssimativamente di 34 solchi, ma è molto più fitto nella mano sinistra dei dislessici. Altri segni anomali legati a questo deficit sono un angolo “atd” più spazioso del normale e un alta incidenza di disegni nell’area tra l’anulare e il mignolo. I maschi poi esibiscono un una conta a-b eccessiva anche nella mano destra e troppi “tatuaggi” vicino alla base sinistra del palmo, in corrispondenza alla prominenza conosciuta come monte della luna.

Il Genetista Karl-Enrik Gustavson dell’Università di Uppsala in Svezia ha voluto verificare nelle dermatoglifie un vecchio sogno dei criminologi: scoprire i tratti somatici della “devianza criminale”. Rispetto ad un gruppo di controllo, tuttavia i soggetti con precedenti penali non mostravano alcuna particolarità. Tra i delinquenti è emersa però una sottocategoria che aveva in comune le stesse trame dermatoglifiche: quella dei molestatori sessuali.

Sebbene non sia propriamente una caratteristica psicologica, la sensibilità tattile è un fattore molto importante nelle comuni relazioni interpersonali. Sembra che questa percettività sia di origine genetica e possa essere identificata dai “grafismi” delle estremità. E’ quanto affermano Danuta Loesch e Nicholas Martin su Annual of Human Biology. La sensibilità del senso del tatto appare correlata ad anse di dimensioni un po’ più grandi del normale e a pieghe del palmo che finiscono sempre intersecandosi con altre linee e che sono anche molto “scavate”. Si è constatato per altro che esistono in merito delle differenze sessuali: la sensibilità del contatto nelle donne è più legata alla presenza di determinati tipi di figure, mentre per i maschi sono più importanti il numero di giunzioni tra linee.

Studi recenti hanno dimostrato che l’essere destri o mancini influenza il modo di pensare e certi aspetti della personalità. Lo psicologo Stanley Coren dell’Università “British Columbia” a Vaucover in Canada ha rilevato, esaminando un campione di 2169 soggetti, che i mancini tendono ad avere un’eccezionale numero di archi e di anse radiali; per contro, hanno meno spirali e, nel complesso, meno disegni rispetto a chi ha come dominante il lato destro. I “Sinistrorsi” esibiscono le loro peculiarità su ben quattro dita nella mano sinistra; mentre nella mano destra è il solo anulare a riproporle. In ultimo, riportiamo una ricerca su un aspetto che, pur essendo morfologico, causa profondo disagio e sensi di inferiorità negli uomini: la lunghezza del pene.

I Genetisti Micle e Fried hanno scoperto che chi lo ha piccolo mostra anche delle particolari dermatografie: più precisamente, le estremità interne delle dita presentano una ridotta densità di spirali e una alta incidenza di anse ulnari (che vanno verso l’ulna, l’osso esterno dell’avambraccio). Anche il palmo è tipico: sotto il monte della luna, o meglio prominenza ipotenaria, si trovano numerose anse radiali.